Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVIO SEGRETO VATICANO ; ROMAGNA
anno <1941>   pagina <172>
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Romeo Galli
dappertutto si buccinava che dal tale o tal altro paese erano partite frotte di giovani armati per ignota destinazione.
Il 29 agosto FAmat, ritornando sulle precedenti informazioni, insi­steva nel rivendicare alla colonna Mordini e Bordini il merito dello sciogli­mento della Banda Muratori, avvenuto appena la medesima era entrata nel territorio della sua provincia; e, mentre si riservava di proporre, per un adeguato avanzamento, i predetti graduati ed i militi che si erano più distinti nell'impresa, informava dei provvedimenti che aveva dovuto suc­cessivamente adottare per sciogliere altra banda di quaranta individui, che era apparsa la sera del 27 fra Modigliana e BrisigheUa, e più propriamente lungo la strada che da BrisigheUa conduce al Paretaio di Garantì.
Sembra scriveva che la indicata Banda non sia quella guidata da Pasquale Muratori, se pure non avesse trovato dei nuovi seguaci, come sarebbe accaduto infal­lantemente, se non mi fossi trovato in Imola e non avessi cosi potuto mandare anti­cipatamente la Forza a Casalfiumanese, subito arrivatone l'avviso da Bologna, per incontrarla. Essendo uno dei Capi di quell'orda certo Giovanni (Marzari) contumace di Castelbolognese per l'assassinio dei carabinieri, accaduto nell'aprile decorso, li dirigevo in quel punto; ove sa la Eminenza Vostra i sospetti che si avevano di arruolamento in combinazione coi facinorosi di Mordano, Bugnara, ed anche di questa città. *)
Anche da questa lettera balza evidente la esistenza di intese tra i rivoluzionari di Bologna e di Romagna, intese che, come troppo spesso avveniva, non riuscivano mai nel momento esplicativo ad essere sincrone e simultanee.
Quello che avveniva fra i rivoluzionari, avveniva anche fra le auto­rità: i due Legati di Bologna e Ravenna non riuscivano ad intendersi troppo bene, premendo a ciascuno di mettere in maggior rilievo le proprie prestazioni a beneficio dello Stato.
È chiaro che 1 Legato di Bologna, volendo farla da superiore, teneva il collega di Ravenna all'oscuro di parecchie cose, e, come quello che presiedeva al principale centro delle Legazioni, cercava di ottenere, per Bologna, vantaggi ed armi in maggior copia che per Ravenna, città forse più ribelle della stessa Bologna.
Le disposizioni impartite dal card. Lambruschini al Legato di Bolo­gna, per un aumento della forza pubblica nella Legazione di Ravenna, non erano state comunicate all'Amai, dal suo collega, come di dovere; ma l'Amat aveva indirettamente saputa la cosa dalle autorità militari del Reggimento estero e dal tenente col. Freddi dei carabinieri.
Tale stato di cose non poteva essere propizio alla coordinazione degli sforzi del Governo per soffocare il fermento rivoluzionario, e ben
a'l Appendice documento n. 4.