Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVIO SEGRETO VATICANO ; ROMAGNA
anno <1941>   pagina <174>
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Romeo Gatti
La mattina dell'8, un confidente avvertiva il card. Amat di stare bene all'erta, perchè nella notte si sarebbe tentato in Imola quel colpo che egli era riuscito a sventare il 20 agosto, quando aveva fatto aumen­tare la guarnigione con una seconda Compagnia del Reggimento estero. Poco dopo gli giungeva da Ravenna un espresso del Consigliere di Lega­zione conte Codronchi Ceccòli, col quale veniva informato riservatis­simamente che i faziosi disanimati per poco, dietro l'allontanamento di alcuni dei loro capi, avevano preso coraggio di nuovo; che la noti­ficazione dell'E.mo Legato di Bologna e la taglia imposta per l'arresto di alcuni compromessi, aveva costernato l'animo dei compagni; che un moto rivoluzionario sarebbe scoppiato in più. parti; che Rimini era forse la città più riscaldata e pronta a pronunciarsi.
Il Governatore di Faenza avverti pure l'Amat che nella notte vi sarebbe stata una mossa in Ravenna; che Faenza non era quietissima, e che si sarebbe avuto un colpo di mano in Imola; ove a più dell' E. mo Mastai e di me, eravi I'E.mo Falconieri.1)
Quest'ultimo era giunto in Imola il 7 settembre, sia per passare qualche giorno in compagnia dell'amicissimo Mastai, sia per ricondurre in Ravenna il Legato, che vi mancava già da quasi un mese. Senza indu­gio l'Amat informò i colleghi di Bologna e di Forlì delle rivelazioni avute, ma il primo mostrò di non farne conto, il secondo non rispose neppure. L'Amat prese tuttavia rigorose disposizioni.
Durante la notte, la truppa di linea occupò il palazzo comunale e la piazza Maggiore, mentre carabinieri e finanzieri percorrevano instan­cabilmente la città, tenendo di mira le porte, della medesima.
Il signor Conte Giovanni Cav. Codronchi Argeli, emerito Gonfaloniere, ha spiegato un zelo ed un'attività di ogni lode maggiore. Egli solo ha girato per la città sino al giorno chiaro, per esortare qualche club di malintenzionati a disciogliersi. Pochi ve ne sono stati, però hanno dimostrato docilità, alla sua voce. Essi d'altronde vedevano gli apparati militari.
Chiuse le porte della città, sbarrato e rafforzato l'ingresso della Rocca dove erano rinchiusi oltre cento detenuti, la maggior parte dei quali per titolo politico o per gravi reati, disposti appostamenti e pattu­glie nei punti più pericolosi, il Legato, sempre in piedi, riuscì in quella
A) Intorno al tentativo dogli insorti di impadronirsi dei tre Cardinali allora in Imola (detti scherzosamente I tre cardellini), nella speranza di poterli tenere come preziosi ostaggi per lo sviluppo della rivoluzione, vedi: A. MESSEMI, I tre Cardel­lini, in Alerò Fiammata, omaggio dei Liberi Pensatori Italiani a Don Giovanni Verità, Modigliana, Tipografia Sodale, 1906; V. RAGAZZINI, L'opera del cardinale Amat nel prevenire Vaudace disegno del Ribotti contro Imola, Mantova, Soc, tip. ed. manto­vana. 1921; G. MAIOU, / tre Cardellini e Dan Giovanni Verità, in Rassegna Storica del Risorgimento Italiano, novembre 1935.