Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVIO SEGRETO VATICANO ; ROMAGNA
anno <1941>   pagina <175>
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I primi Casi di Romagna 175
notte ad assicurare la pubblica tranquillità, manifestamente turbata e dall'apparato della forza pubblica e dalle notizie fantastiche che si facevano circolare. Sul far del giorno si venne in chiaro che la banda bolognese, dopo aver disarmati i carabinieri della Stazione di S. Nicolò ed ucciso un dragone pontificio, si era squagliata; parte dei componenti di essa aveva retroceduto alla spicciolata per viottoli e campi, parte si era inselvata nei boschi fra Monte Catone e Dozza, inseguiti dalla truppa, agli ordini del capitano Cavanna e da quella che l'Amat aveva potuto radunare in Imola, in numero di quasi 500 teste.
Non pochi erano caduti in mano dei carabinieri e dei volontari di Castel S. Pietro, ed erano stati tradotti a Bologna.1)
Il card. Amat, scrivendo al Lambruschini 1*11 settembre, si mo­strava dolente che il collega di Bologna non avesse fatto tesoro delle sue precise informazioni, lusingandosi quegli che le. misure da lui prese e la certezza che le truppe austriache sarebbero state pronte ad entrare nello Stato pontificio, in caso di bisogno, avessero disarmati i rivoltosi in modo da dissuaderli da ogni nuovo tentativo.
La facilità conia quale i rivoltosi avevano potuto raccoglierai ed ordi­narsi quasi sotto le mura di Bologna, senza che la Polizia di quella città ne avesse il minimo sentore, destava più, stupore che meraviglia; sarebbe bastato infatti l'invio di poca cavalleria perchè la banda, la quale si era sempre tenuta sulla via Corriera,fosse non soltanto dispersa, ma distrutta.
Di detta banda, solo quarantaquattro individui parevano tenersi uniti e nascosti in attesa di rinforzi, ma, attaccati risolutamente, si dispersero. Il Legato di Ravenna continuava a lamentarsi della man­canza di bassi TJfEziali e delle scarse guarnigioni poste nelle città della sua Provincia; i rinforzi mandatigli dai Legati di Bologna e di Forlì erano stati subito richiamati, ad eccezione della Compagnia venuta da Forlì con un pezzo di artiglieria e un distaccamento di 18 dragoni che, per ordine del generale conte Salis, avevano dovuto immediatamente marciare alla volta di Ravenna. Tale misura, più volte invocata, sarebbe riuscita utile, purché non si trattasse di una breve comparsa, nel qual caso sarebbe stato meglio non adottarla.
Quella popolazione (di Ravenna) ho detto sempre essere la più facinorosa fra le altre di onesta Provincia, ed è quasi tutta di un colore, inolusivaniente ai Borghigiani. Sopra un pronunziamene) della medesima si conta assai da Bologna, ove si persuada 1* Eminenza Vostra che il guasto deve essere grande, e deve esservi comunicato dall'Estero.
1) Appendice documento n. 5.