Rassegna storica del Risorgimento

FRANCESCO IV DUCA DI MODENA E REGGIO ; MISLEY ENRICO
anno <1917>   pagina <419>
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Le trame di Mnvico Mìshy e di Francesco IV 410
Osserva giustamente il Fabrizì, che Enrico Misley, come uomo politico, era inclinato allo straordinario, ed a ciò ohe per assurdità apparente fosse più facilmente immune da sospetti contrari e da in- vestigazionl Aveva più fiducia nell'arte preparatoria di quello che nella spontaneità naturale agli avvenimenti, e forse quell'epoca im- mediata agli insuccessi del 1821, alle repressioni sanguinose, mal rispondendo alla speranza di un prossimo risveglio, si prestava più possibile ed accessibile nelle convinzioni del Msley a combinazioni che, anziché trarre iniziativa dallo spirito, la cercassero da interessi che offrissero essi l'occasione e l'appello ed un risveglio di con- senso . Restò un sognatore per tutta la vita. Nella giovinezza con­giura perchè Francesco IV divenga re d'Italia; * fatto maturo, con­siglia Cariò: Alberto a gettarsi nelle braccia del Ramorino e del Brof-jfetio e sceglierli a suoi ministri!
Nel *26 incomincia la vita girovaga. Da Parma passa a Milano,
7 In VXL libro, ispirato dal Misley, cosi ò giustificala, la scelta di Francesco XV a liberatore d'Italia : Tè il popolo poteva lare da se, nò regnavano allora in Italia altri Principi su'quali potesse metterai conto migliore. A Napoli un Bor* bone, contro di cui stavano il nomo e i tradimenti anteriori ; sul trono di Sftr-* degna un Carlo Felice, tntfc'altro che principe guerriero; in Toscana un austriaco, senza concetto d'inMntlva, senza coraggio e senza fermezza -, a Parma una donna.... e donna parimenti di schiatta e di sentimenti austriaca; a Ijuccia un altro Borbone} senza pecunia e più amico di Tenere che di Morte ; a Boma final* mente.... Ma a ohe nomino la città eterna? Era un re-papa e dico tutto. Non rimaneva dunque che il duca di Modena, in favore fiat quale molte considera* aloni potevano in quel momento/ determinare gli animi impazienti d'indugio. L'ambizione di più vasto dominio ch'egli aveva appalesata fin dal '21, a tempo della insurrezione napoletana, mandando in Lombardia, nel Piemonte e inaili Stati della Chiesa molti óànssari per disporrò coll'Oro e colle promesse; l popoli a offrirgli la corona d'Italia : un, partito, ohe formato fin dal 1IS14 da Maria Beatrice d'Bste, sua uiudre, teneva ancora per lui in molte provincia Iiombar- do-venete; l'animo suo vigoroso e intraprendente, di che fece prova noll'acca- ulto e ostinato parteggiare contro la potenza napoleonica; ma meglio di tutto lo sue ricchezze, oli: in affari di tal sorte sono i mezzi più possenti, chiarivano la sua possibilità, a preferenza di tiriti gli altri principi ohe regnavano in quel tempo. Por altro verso poi, uno do'suoi fratelli, l'arciduca Massimiliano, era generolis* simo dell'Austria; e l'altro fratello, l'arciduca Ferdinando, viceré di Ungheria, di modo che se poteva 11 primo contribuire efficacemente nell'esercito nemico, ri poteva pure il secondò sollecitare fa Jàsarrezione di quella provincia anga- riata fr. Segreti yoUtteidiEnrico MkJfcg e Granatite italiana 6 francesi dal Ì83i al ISSO scritte da Giùsa* SIOTTO-BINTOK e conifnnah da B[oimondo] B[afanondl], lodino, tipografia nazlonolo di QvBiaucardi o compagni, 1852, p. 13-H