Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVIO SEGRETO VATICANO ; ROMAGNA
anno <1941>   pagina <180>
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Romeo Galli
certo è che a Bologna i rivoluzionari tennero la montagna per parecchio tempo ancora, condotti da quel Giugni che parve l'anima più audace del moto insurrezionale del 1843.
Il Giugni, calato con qualche seguace dalla montagna, entrò inos­servato in Bologna e la sera del 3 ottobre, in Borgo S. Pietro, adunati una ventina di individui, assalì una pattuglia di dieci militi che soleva perlustrare ogni sera, .quel rione.
Accesa la zuffa, restarono feriti gravemente due carabinieri, uno svizzero e uno degli assalitori, che dovette poi essere ricoverato all'ospe­dale. Fu questo l'ultimo tentativo di ribellione bolognese; il Giugni ed altri, scalate le mura, riguadagnarono la campagna e poterono espatriare indisturbati.
H card. Mastai, investito provvisoriamente, come abbiamo visto, di poteri quasi legatisi, seppe ritornare ben presto in quiete la città di Imola e sua diocesi, così che potè informare il Legato ed il Lambruschini del felice risultato della sua azione, e, poiché in essa era stato savia­mente coadiuvato dal Magistrato imolese, fece pervenire al Gonfalo­niere la seguente lettera:
m - e;, 1843, set*. 25.
Hl.mo Signore
Non potea presentarmisi occasione più grata e più giusta per scrivere a V. S. Ili.ma di quella che dà motivo alla presente, dovendole partecipare la piena soddisfazione delTEminentissimo Segretario di Stato, e dello stesso Sommo Pontefice per i mani­festi segni di fedeltà dati in questi tempi di turbolenza all'Amatissimo Sovrano dalla mia dilettissima Popolazione Imolese. II Porporato mi significa espressamente la soddisfazione dell'esempio dato in questa occasione da V. S. .DI.ma precipuamente, e dai Patrizi Cittadini, sul quale ha potuto modellarsi il rimanente del popolo. Può ben Sila immaginarsi con quanta compiacenza io adempia a questo incarico, e con quanta fermezza io creda che queste prove, se mai vi fosse bisogno di rinnovarsi, che Dio noi voglia, sarebbe sempre più luminoso nel senso indicato. Con tali senti­menti Le comparto la Pastorale Benedizione, segnandomi con piena stima ed ossequio.
DÌ V. S-..IU.ma
ail.ino Servitore
Imola, 25 settembre 1843. ir. 6. M. Card. Vescovo.
Signor Conte Gonfaloniere d'Imola.
L'allontana mento del card. Legato da Ravenna in circostanze che si potevano considerare criticissime, dette la stura alle più maligne supposizioni. La sua permanenza in Imola era stata, senza dubbio, favorevole alla più rapida dispersione delle bande bolognesi, ma la rapi­dità e l'indipendenza della sua azione, oltre che al collega di Bologna, erano dispiaciute alle autorità militari le quali si erano viste defraudate del frutto del loro faticoso inseguimento.