Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVIO SEGRETO VATICANO ; ROMAGNA
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Romno Galli
potesse sfuggire alla sua attenzione. Chi la mandò fu il card. Vannicellt Casoni, che aveva sostituito provvisoriamente lo Spinola.
Nell'accoinpugnarla, il mittente non tralasciò di osservare che il corrispondente pareva fosse ben addentro alle cose narrate e che soltanto ad arte o maliziosamente avesse esagerato alcune notizie.
Lo scritto era, evidentemente, di natura tendenziosa: la penna che l'aveva vergato, forse non era molto lontana dagli uffici della Legazione di Bologna: mirava infatti a scagionare il card. Spinola dalla taccia di imprevidenza, e gravando la mano sull'Amat, lasciava credere, falsamente, che la sua partenza da Ravenna fosse stata di poco anteriore al secondo moto bolognese. La verità è che, se minacce vi furono contro l'Amat, e se la sua partenza da Ravenna fu determinata dalle medesime, ciò non potè accadere che prima del 12 agosto, e non già in settembre.
L'accostamento dei due avvenimenti bolognesi era quanto mai capzioso, ed il viaggio in Imola del card. Falconieri abituato d'altronde a passare sempre qualche settimana in estate col Mastai non aveva forse nessun legame coli'invocato ritorno del Legato a Ravenna.
Nel duello inerme, ingaggiato fra i due Legati, chi ebbe la peggio fu l'Amat. Il 17 novembre il Pontefice gli sostituiva il card. Francesco Saverio dei Principi Massimo, romano, che raggiunse la sua sede la sera del 10 dicembre.1*
L'Amat, certamente amareggiato, parli nelle prime ore pomeridiane, asserendo di ignorare il giorno preciso dell'arrivo del suo successore, il quale, informando il Lambruschini (1*11 dicembre) sulle accoglienze fattegli dai Ravennati, non mancò di dolersi della subitanea partenza del predecessore.
Lo stesso giorno in cui il card. Massimo giunse a Ravenna, il Lambruschini, che già considerava le Legazioni calmate, se non pacificate, presentò alla Congregazione dei Cardinali un rapporto riassuntivo degli avvenimenti seguiti in quell'anno nello Stato pontificio, rapporto che è un prezioso documento storico e diplomatico.
Dopo aver ritessuta, con consumata abilità, la storia dei casi di Romagna, il Lambruschini accennò all'azione da lui particolarmente svolta presso il Governo francese, allo scopo di impedire che i rifugiati che si trovavano in Corsica e Marsiglia potessero troppo facilmente influenzare e incoraggiare i faziosi di Romagna, assicurando loro uno o più sbarchi sul litorale pontificio.
i) Il Comandini sella sua Italia nei cento anni anticipa di un mese la presa di possesso della Legazione da parto del card. Massimo, ma si tratta, evidentemente, di un errore, avendo scambiato il mese di dicembre con quello di novembre.