Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVIO SEGRETO VATICANO ; ROMAGNA
anno
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1941
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pagina
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183
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/ primi Casi di Romagna 183
Aveva pertanto chiesto il loro internamento ed un più rigoroso controllo sugli atti da essi compiati, ed il Governo delle Tuillieries, col pieno assenso e favore del Re, aveva stabilito di confinare gli esuli italiani di Corsica e di Marsiglia a Ckateau Roux, negli Appennini francesi.
Questo fatto che costernò gli esuli, gettò nell'abbattimento anche il Liberalismo di Romagna, che si vide così abbandonato, e direi quasi, punito dalla Potenza francese, dalla quale attendeva anzi follemente protezione e favore.
In questa circostanza la Francia ba molto meritato della S. Sede, e noi dobbiamo essertene grati.
Addentrandosi poi nell'esame delle cause degli avvenuti disordini, e di quelli che forse si stavan meditando, il card. Lambruscbini non mancava di segnalare, con grande riservatezza, la responsabilità della famiglia dei Bonaparte e del Duca di Leuchtemberg.
Se li Bonaparte, li quali sognano continui scettri e corone le quali sempre più si allontanano da loro, agiscano per proprio interesse, ovvero nell* interesse del Figliastro di Napoleone, non si saprebbe ancor bene definire. Il certo però è che gl'individui dell'odiata Famiglia Bonaparte e quello pure che vi figura per primo, sono caduti in tale disprezzo presso tutti, e presso le sette medesime, che non sono punto temibili, come ci risulta da notizie e informazioni avute da Corti anche ragguardevoli e bene informate.
Più temibile invece appariva il Duca di Leuchtemberg il quale, dal complesso delle notizie che si avevano, sembrava aspirare alla sovranità dei domini che possedeva e di quelli che vagheggiava di acquistare ancora nello Stato della Chiesa.
La Russia non favorirà certo ostensibilmente un tal progetto, ma andrebbe lungi dal vero, chi credesse che coi consigli e con segreti mezzi non sia per coadiuvarlo (il Duca di Leuchtemberg) quanto mai potrà.
Certamente le grandi potenze e segnatamente l'Austria e la Francia si sarebbero opposte allo stabilimento di un qualsiasi dominio filo-russo in Italia, ma anche il solo tentativo non avrebbe mancato di arrecare gravissimi mali alla Santa Sede. L'attitudine pacifica adottata dagli Stati europei non dava grande affidamento per una efficace reazione.
La Grecia e la Spagna erano infatti preda della rivoluzione e le altre potenze, lungi daU'mtervenire, si limitavano ad inviare dispacci di riprovazione ed a richiamare i loro rappresentanti. Eppure tali rivoluzioni minacciavano, naturalmente, con l'Impero Ottomano, la Sicilia e quasi tutta l'Italia cosicché se Iddio non ci soccorra colla potente sua destra, l'avvenire della penisola e il nostro, segnatamente, sembra annunziarsi sotto colori tristi.