Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVIO SEGRETO VATICANO ; ROMAGNA
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1941
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Romeo Galli
Anche la propaganda dei rifugiati nelT isola di Malta faceva risentire gravi fastidi alla Santa Sede ed il Lambruschini non aveva mancato, attraverso l'Austria, di reclamare insistentemente presso il Governo inglese, acciò volesse porre un freno alla eccessiva libertà di stampa ed alla protezione che colà godevano i fuorusciti italiani.
Dall' esame generale delle cause di malcontento e dei pericoli che minacciavano l'Italia e lo Stato pontificio, il Lambruschini, ritornando ad occuparsi soltanto del problema delle Legazioni, e facendo sue le richieste del card. Spinola, sottoponeva al voto dei cardinali le proposte, o di aumentare la truppa di stanza in Romagna, o di adottare qualche altro provvedimento.
Venne, all'unanimità, deciso doversi arruolare 400 individui di linea a compimento della medesima ed accrescere provvisoriamente la truppa stessa dì altri 1000 uomini. Per l'ingaggiamento poi era stabilita la somma di scudi 20 per individuo. *)
EPILOGO
Con la deliberazione di cui sopra, il Governo pontificio credette di metter fine agli avvenimenti di Romagna, il cui epilogo si ebbe, tuttavia, nell'anno successivo con tre distinte sentenze:
La prima, in data 22 gennaio 1844, riguardava gli individui sospetti di aver partecipato al moto su Imola nella notte dall'8 al 9 settembre. Dei 41 imputati, tre furono condannati alla galera perpetua; cinque alla galera per anni venti; ventinove alla galera per anni quindici; uno alla galera per anni dieci; due a tre anni di detenzione; uno assolto.
La seconda, in data 11 marzo, si riferiva ai componenti la banda Muratori ed alla sparatoria di Borgo S. Pietro.
Sopra 50 individui, variamente imputati, ne furono condannati: venti alla morte di esemplarità; tredici alla galera in vita; cinque alla galera per anni quindici; tre alla galera per anni dieci; due alla galera per anni cinque; sei assolti.
La terza, in data 26 giugno, condannava, sempre per gli stessi reati due individui: uno a morte, Valtro a 10 anni di galera.
In conformità alle disposizioni impartite dalla Segreteria di Stato, le sentenze furono dalla Commissione sottoposte all'inappellabile giudizio di Sua Santità, ohe, con rescritto 27 aprile, modificava soltanto
l) Appendice documento n. II.