Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVIO SEGRETO VATICANO ; ROMAGNA
anno <1941>   pagina <186>
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Romeo Galli
Martinelli ed uno dei Marchesi Bevilacqua. Questi Altissimi Capi conferiscono con altri Capi subalterni e sono Marchese Sebastiano Tanara, Pasquale D*. Saragoni, D*. Pa­squale Muratori, M* Awto Pietro Mellara, Augusto Aglebcrt, Filippo Usi, Luigi Scarani, Luigi Bariili, Gaetano Bottrigari, Gaetano Torri, Francesco e Gaetano fra­telli Zani, Gaetano Morini, Antonio Morandi, Maestro di Scherma, Colombarini Raf­faele, Viola Filippo, Masina, nipote del SegrI Gamberini, Capitano Ferrari, Lom­bardi, Brentazzoli, Angelo Turchi, Pietro Brazzetti, Andrea Orsini, Croci, Tullio Poggiolini, Cavazza Angelo, Liverani Antonio, spedizioniere, Gaetano Dr Righi. Giuseppe Crudeli, Lorenzo Radisini, Alessandro Naldi, Luigi Riccaldi, Francesco Aria, RambeHi, Sartore, Federico Landi, Giovanni Lambertini.
Lo scoppio della Rivoluzione di Napoli essere doveva il segnale d'insurrezione a Bologna e susseguentemente delle altre città di Romagna, poiché per tutto e special­mente a Ravenna vi erano i suoi Capi. Lettere di Napoli assicuravano che tutto colà era in pronto, e che alla testa del movimento vi era il fratello del Re. Il Conte Livio Zambeccari, reduce da Napoli, assicurò a voce che la Rivoluzione sarebbe acca­duta il 31 Luglio, per cui questi Capi risolvettero fare qui altrettanto dopo 3 o 4 giorni, tempo sufficiente perchè giungessero le notizie del Regno. Per mandare ad effetto questa rivolta, si era progettato d'introdurre e nascondere in questo Palazzo Apostolico certo numero di persone armate di coltello e di stilo, ed altre d'imposses­sarsi delle maggiori torri della Città, per dare il segnale della campana a martello, al quale avviso quelli nascosti nel Palazzo Apostolico dovevano impossessarsi di tutti gl'Impiegati, ritenendo i più elevati in ostaggio, e minacciando gli altri della vita, se non cedevano. L'esecuzione di un tale progetto era stata specialmente affidata a Sebastiano Tanara e Gaetano Turri.
Fino da qualche [giorno] i due sunnominati Tanara e Turri si erano occupati di sovvertire i Facchini, Tirini e Precettati. Ad ottenere una tale unione, avevano gua­dagnato il favore dei diversi chiamati Capi Strada. Questa gente veniva spesso sussi­diata e pagata: il danaro si distribuiva dal Tanara, dal M* Mellara, e da Turri ai rispettivi Capi Strada. Fra questi vengono designati certo Morotti, tirino, Luigi Giu­gni, Pollastri, Cuppini, Luigi Rizzoli, certo Gardinetti ed un tale Biagini. Le riunioni per pagare i Capi Strada si facevano all'Osteria: nel Sabbato ultimo di Luglio conven­nero all'Osteria dei Tre Pesci: Il Turri fu il pagatore. Per la parte di campagna gli incaricati alla riunione e sollevamento dei Contadini erano i Fratelli Muratori, Giovanni Lambertini, Raffaele Colombarini, Turri, Tanara, certi Nicoletta e Bisti della Montagna.
Nella parte montuosa si poteva contare qualche centinaio di persone guada­gnate al partito. La riunione dei Capi della Montagna si teneva a Caldarino presso i Muratori, e vi si discorreva senza precauzione o mistero alcuno. L'ultima riunione fu. tenuta il 4 agosto.
In Città il primo consesso per formare il piano di Rivoluzione fu tenuto in casa del Conte Oreste Biancoli e vi si riunirono specialmente il 20 Luglio, intervenendovi in numero di circa 20, fra quali il Tanara, Mellara, Turri, Muratori, Lisi, Sarragoni, Aglebcrt, Morandi e Bariili. L'energia e la speditezza delle misure adottate da questo EMÌQ Legato ha posto in ispaveuto tutti i faziosi, avendo potuto rilevarne che le loro trame erano state scoperte e che il Governo non li temeva ed era in grado di farsi rispettare e punire. Quindi i più compromessi in questo nefando tradimento si sono dati contumaci e per quanto dalla forza si stia sulle loro tracoic, non si è riuscito all'arresto. I contumaci per ora sono Conte Livio [Zambeccari], Co: Oreste