Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVIO SEGRETO VATICANO ; ROMAGNA
anno <1941>   pagina <189>
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/ primi Casi di Romagna 189
voto sentore, che dal detto luogo già si erano recati a Castel del Rio. Ripiegarono perciò verso quella località.
Vi erano giunti pur troppo i briganti sulle otto ore, al numero di trentadue. Inermi s'introdussero nell'abitato i due fratelli Muratori, dirigendosi alla casa prio-rale. Ivi chiesero all'arciprete ed al Priore se potevano far avanzare i loro uomini. Ebbero risposta negativa. Allora Pasquale Muratori chiese della carta, e scrisse sup­plica a me, nella quale dicendo di essere dovuto entrare a mano armata nella mia giurisdizione per attendere risposta alle trattative di pace iniziate col Capitano Cavanna, prometteva che né lai, né i suoi seguaci avrebbero commesso alcun eccesso, anzi mi pregava di mediazione presso l'Eminentissimo Legato di Bologna. Questa istanza poche ore dopo Io scontro di cui parlerò, mi fu presentata dall'Arciprete del villaggio, accompagnata con lettera del Priore.
Riunitisi i nominati fratelli alla Banda rimasta sotto il ponte Alidosi, mentre prendevano ristoro, le grida di una donna fecero scorgere loro, che dall'alto di una montagna scoperta discendeva la Forza. Era la colonna guidata dai Bordini, e Mor-dini. Tanto bastò perchè si dassero a precipitosa fuga, lasciando scarpe, monizioni, et altri oggetti. La Colonna vigorosamente l'inseguì scaricando dei colpi, ma per la distanza non potè raggiungerli, e dal lato del monte Fagiola penetrarono nella Toscana nel numero di ventidue. I Comandanti la detta Colonna nel rapporto mi significano, che quei malviventi erano in istato di estrema spossatezza, laceri, e scalzi in gran parte; che alcuni avevano due fucili, segno di diserzione di compagni. Mi soggiungono inoltre di avere avvertito subito le vicine autorità Toscane dell'ingresso dei medesimi in quel Territorio.
Nel tempo della insecuzione tre dei rivoltosi disarmati, furono arrestati in Fontana da un Sorgente dei volontari, ed alcuni contadini, i quali furono sussidiati da Carabinieri di Cavalleria di questa Brigata, che transitavano per colà diretti a portare delle monizionni alla Colonna Bordini, e Mordini.
Sopragiunto in Castel del Rio alle ore undici e mezza della stessa mattina il Capitano Cavolier Cavanna colle colonne comandate da lui, e dal Tenente Freddi, nel darmene porte mi significò che aveva fatto tradurre ivi i tre detenuti da Fontana per interrogarli. Sono certo, che quanto prima li spedirà in queste carceri secondo i miei ordini, essendo caduti in potere dello Forzo, ed in giurisdizione di questa Lega­zione. Qui resteranno, se sarà necessario, a disposizione dell'Eminentissimo Legato di Bologna, cui ho dato parte di tale arresto. Mi viene riferito, che il detto Capitano abbia potuto avere ieri nelle sue mani altri quattro dei profughi.
Ho ingiunto olia Colonna Mordini, e Bordini, nonché a quella del Maresciallo Zombclli, di cordonare il confine, caso mai l'avanzo di quella Banda, anche isolata­mente, tentasse di penetrare di nuovo nello Stato. Un altro piccolo distaccamento composto di quattro Carabinieri, ed otto volontari di Faenza è partito per ordine mio nella decorsa notte, onde riunirsi alla Brigata di Brisighella, e perlustrare il confine da quel lato, avendogli indicato i punti più interessanti, quali sono S. Eufemia etc Ho eccitato eziandio i Governatori ed i Priori comunali in quella linea a promettere premi competenti, a chi consegnasse alla forza taluno dei fuggiaschi. A buon conto mi sono tenuto in quell'abilità che potevo maggiore con pochi mezzi. Vedremo cosa avrà operato la forza Toscana. In ogni modo, a me sembra, che questo possa chia­marsi affare finito, e spero che la disfatta di quell'orda assassina giovi a fiaccare l'orgoglio, e a disingannare i faziosi sulle loro ree speranze. Il Governo superiore poi da questo fatto, e dai tentativi precedenti dei sediziosi, dei quali credo sia stata