Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVIO SEGRETO VATICANO ; ROMAGNA
anno <1941>   pagina <193>
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/ primi Casi di Romagna
ed agli Emincniìssimi Legati di Bologna e Forlì sulle prime mosse rivoluzionarie di Bologna, che cioè qualche mano nascosta, e forse potente, doveva dirigerle. Pro­verà pure alla Eminenza Vostra come sia vero quello che tante volte Le sono andato ripetendo, cioè che questa Provincia, cattiva per se stessa, dà maggiori pensieri per essere la meno guarnita di Forze.
Sembrava qui, e forse anche altrove, tutto tranquillo, quando ieri mattina per­sona tale da essere bene informata delle cose del giorno mi fece sapere che le spe­ranze dei nemici dell'ordine eransi ravvivate, che col mezzo di un agente era giunto dall'Estero del danaro per impiegarlo nell'animarc i piani rivoluzionari col mezzo delle bande per chiamare le Truppe fuori dell'abitato, ed operare quindi le sommosse nell'interno, che in Bologna erano stipendiate da sette in ottocento persone onde tenersi pronte a tale oggetto; infine che fossi stato bene all'erta nella notte di ieri, mentre si sarebbe tentato in questa Città quel colpo che i faziosi volevano già fare verso il 20 di agosto, di che tenni proposito alla Eminenza Vostra, da me sventato col-l'avere ottenuto che pel momento fosse mandata una seconda Compagnia Estera.
Mentre avevo queste notizie, mi giungeva una lettera per espresso dal Conte Codronchi, Consigliere di Legazione in Ravenna, ove si diceva che da persona degna di fede, dimorante nel luogo ove maggiormente si fabbrica per una rivoluzione, era stato segretamente avvisato, che i faziosi, disanimati per poco dietro l'allontana­mento di alcuni dei loro Capi, avevano preso coraggio di nuovo: che la notificazione dell' Erninentissimo Legato di Bologna e la taglia imposta per l'arresto di alcuni com­promessi, aveva costernato l'animo dei compagni; che un piano rivoluzionario sarebbe scoppiato ieri, o al più. tardi nel prossimo lunedì, in più parti di queste Provincie; che Rimini era forse la città più riscaldata e pronta a pronunziarsi.
Di tutte queste notizie subito diedi parte agli Eminentissimi Legati di Bologna e di Forlì. Dal primo ho avuto riscontro, e sembra che non gli abbia fatto molta impressione; dall'altro lo attendo ancóra. Intanto diedi le disposizioni ai Capi di questi piccoli Corpi di tenersi pronti nella sera, come si fece. La truppa di Linea i Carabinieri ed i Finanzieri sono stati tutti sotto le armi durante la notte. Sulle otto pomeridiane si seppe che una banda di dodici armati era ad un miglio di distanza da questa Città nella strada corriera verso Bologna. Due soldati di Finanza s'imbat­terono colla medesima, senza esserne molestati. Ma dopo poche ore torna qui a piedi un Dragone proveniente da S. Niccolò inerme, e disse che in quel punto era stato fermato dalla detta banda, gli era stato tolto e cavallo ed armamento, e dopo averlo trattenuto per un'ora e più, dalla banda stessa era stato rilasciato. Quindi a poco ri seppe che due Dragoni, i quali marciavano verso Castel S. Pietro, avevano avuto una scarica sopra dalla detta banda, uno era rimasto ferito, e poscia fu traspor­tato qui; l'altro si è saputo questa mattina che potè fuggire illeso, e tornare alla sua Caserma. Ed indi a poco mi giungeva un Espresso dal Governatore di Faenza, per avvertirmi che in quella notte vi sarebbe stata una mossa in Ravenna, che Faenza non era quietissima, e che si sarebbe fatto tm colpo di mano sopra Imola, ove a più delTE.mo Mas lai e di me, ovvi l'E.mo Falconieri.
Pud bene immaginare la Eminenza Vostra come siasi passata la notte. Mentre gli Uffizioli di linea colla Truppa avevano occupato la piazza Maggioro, e si tenevano nel Palazzo Comunale, il Tenente dei Carabinieri Righetti ed il Sergente Maggiore dei Finanzieri Mordini percorrevano instancabili la Città, tenendo di mira le porte. Il Signor Conte Giovanni Cavaliere Codronchi Argoli, emerito Gonfaloniere, ha spie­gato un zelo ed un'attività di ogni lode maggiore. Egli solo ha girato per la città sino
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