Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVIO SEGRETO VATICANO ; ROMAGNA
anno
<
1941
>
pagina
<
194
>
194 Romeo Galli
al giorno chiaro, por esortare qualche club di malintenzionati a disciogliersi. Pochi ve ne sono stati; però hanno dimostrato docilità alla sua voce. Essi d'altronde vedevano gli apparati militari.
Sol far del giorno si è saputo che la detta banda erasi ingrossata, e che fosse composta di Bolognesi. Taluno ne faceva ascendere il numero al di là del cento, parte armati, parti con forcine. Per un momento si è temuto che volesse muovere verso la Città. Alcune porte sono rimaste chiuse, altre guardate il meglio che si è potuto. E stata pur chiusa la rocca. Alla fine si è saputo che quell'orda aveva preso la direzione della montagna verso Dozza, e le ultime notizie sono che si trovava nei Boschi di Monte Catone, a 4 miglia circa lungi da questa Città. Mentre il Tenente Righetti ba diretto i suoi rapporti al comando dello Squadrone in Bologna, il sergente Mordini a quello della sua Compagnia in Forlì, io ho informato di tutto quelli Emi-ncntissimi Legati e Li ho pregati a darmi dei soccorsi, perchè se fu imprudenza il togliere da qui le 2 compagnie Estere Begamin e Kaisler, quantunque forti in tutto di 220 uomini circa, sostituendone 2 indigene, disgraziatamente non temute in questi paesi, piene di Bolognesi, che compresa la Uffizialità, non oltrepassano le 150 teste; qui ove tra la Rocca e le Carceri della piazza sonovi pur al di là dei 100 detenuti, e molti per titoli gravissimi, come quello della sacrilega profanazione delle croci in Ravenna, dell'ammutinamento con assassinio dei Carabinieri in Castelbolognese, di alcuni per titolo politico che feci carcerare in Russi nelle famose giornate di agosto, di 4 della banda Muratori ecc., sarebbe imprudentissimo in oggi il lasciarla cosi esposta.
Spero che si penetreranno di queste imponenti ragioni, e sono certo che se ne penetrerà anche la Eminenza Vostra, olla quale facendo note sempre fedelmente le vicende del giorno di questi paesi, ho pur dimostrato la necessità di avere i mezzi necessari per farmi agire: mezzi che invocai invano da Forlì, quando ero in Ravenna ed anche dal Sigr Generale Salis, appena tornò in Bologna. E di mezzi fui pur sollecito ad accozzare quelli che potei, quando l'E.mo Legato di Bologna m'indicò di mandare ad affrontare in alcuni punti la banda Muratori.
Intanto se non mi fossi trovato qui, sia quando comparve la detta banda, sia jeri, non so quello che sarebbe accaduto in una Città abbandonata quasi a se stessa, mentre essendo stato traslocato alcuni mesi fa il Governatore, senza farsene a me parola, che sono pur responsabile verso il Sovrano deU'amministrazione della Provincia affidatami dalla sua Clemenza, si è mandato per successore un imbecille, un Uomo pieno di bisogno, perchè gravato di numerosa Famiglia, il quale per maggiore disgrazia da oltre i quaranta giorni è gravemente malato. Il Commesso politico, sulla insufficienza del quale per continuo malessere ho scritto dal 1838 in poi, guarda ancor esso il letto. Tutto sta in Imola, quanto agli Impiegati del Governo, sui quali possa farsi capitale, al Tenente Righetti ed al Sargente maggiore Mordini.
Tanto voleva il dovere e l'onore mio che rassegnassi alla Eminenza Vostra, alla anale sempre raccomandandomi in questo spinosissimo termine della mia Legazione, bacio umilissimamente le Mani e con omaggio profondo mi raffermo Della Eminenza Vostra Imola, 9 Settembre 1843.
(antogr.) Umilissimo Devotissimo Servitore vero L. Card. Amut.
D. S. Nel momento, sono le 7 p. m. è arrivata da Bologna una Compagnia di Volteggiatori Esteri ed undici Carabinieri a cavallo. Arriverà più tardi dalla detta