Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVIO SEGRETO VATICANO ; ROMAGNA
anno <1941>   pagina <195>
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I primi Casi di Romagna 195
Città un pezzo di artiglieria, ed un forte distaccamento di Dragoni. Si dice che nelle vicinanze di Castel S. Pietro siano stati arrestati ventisei degli insorti, che inermi ai erano separati dalla banda.
12 Settembre.
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Risposta Si è fatto premura d'informarne il S. Padre Nell'apprendere con qualche sorpresa come le cose avevano cambiato di aspetto ha pienamente appro­vato le sollecite, disposizioni date per riparare con quei mezzi i quali erano in potere del Legato al male che andavasi preparando.
Spero che i rinforzi basteranno. Qualora la Sua presenza in Imola si ravvi­sasse più utile al felice effetto delle operazioni, il S. Padre rimette alla di Lei prudenza il prorogarla a tenore del bisogno.
DOCUMENTO VI.
E.mo, e R.mo Sigr Mio oss.mo Riservato.
La nuova banda di Bologna venuta nella notte del di 8 impunemente fino alle vicinanze di questa Città, con intenzione di farvi un colpo di mano, nella mattina seguente prese la Montagna, forse perchè le era mancata gente chiamata da altre parti, o per le misure che furono adottate da me coi pochi mezzi che avevo. Nel giorno in parte si disciolse, dicesi per malintelligenze insorte, e trentatre malviventi inermi furono arrestati da alcuni Volontari e contadini nelle vicinanze di Castel San Pietro. Di questo fatto sarà meglio informata la E.inza Vostra dall'Eminentissimo Legato di Bologna, nella quale Città devono essere entrati jer mattina sotto buona scorta i detti trentatre Malfattori.
Quello che altamente mi ha sorpreso è che mentre io nella mattina del venerdì avvertivo da Imola l'Eni0 Legato di Bologna dei disordini che si temevano nella imme­diata notte orditi da Bolognesi, Egli, nel rispondermi, dimostrava, di non poterei prestare molta fede, perchè non credeva potessero trovare consistenza le macchinazioni dei perturbatori dell'ordine, stante l'apparato imponente della Truppa ed il sapersi che le Armi Austriache sono pronte ad accorrere in aiuto del Pontificio Governo. E la sua pulizia non aveva potuto penetrare che già erano arruolati coloro, i quali nella notte dovevano incamminarsi verso Imola. E costoro a drappelli poterono escire dalle porte della Città nella sera, riunirsi in numero di cento e più ad un miglio se pur di distanza dalla Città a chiaro di piena luna, sorprendere il posto al ponte del pedaggio, tenersi sempre sulla Strada Corriera, fermarsi qua e là per raccogliere armi e compagni, per aggredire il posto dei Dragoni a S. Nicolò, senza che alcuno fosse andato a darne parte all'Autorità nella Città vicina, la quale con poca Caval­leria, che avesse spedito poteva, non dirò disperderli, ma distruggerli.
Ora di quest'orda sembra che non restino riuniti che circa quaranta individui, contro i quali nella montagna sono impiegate le Forze spedite dal lodato Eminen­tissimo e da me. B Capitano Cav. Cavanna che le comanda jeri mattina si presentò a me, ci comunicammo le notizie che avevamo e si combinò il modo d'attaccarli energicamente. Io sono sempre, malgrado gli ordini dati dalla Eminenza Vostra senza buoni Bassi Uffizioli dei Carabinieri. JD. Tenente Righetti non può lasciare la Citta: quindi alla testa della Colonna da me spedita, che fra Carabinieri, Finanzieri e Volontari passerà i cinquecento uomini, è il Sargente Maggiore Mordini.