Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVIO SEGRETO VATICANO ; ROMAGNA
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1941
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197
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I primi Casi di Romagna 197
altresì supporre che la molta sarebbe cominciata dal Regno di Napoli, per quindi proseguire nei Domimi temporali della Santa Sede, nella Toscana e negli Stati continentali di S. M. il Re di Sardegna. Tali comunicazioni e riveli erano accompagnati da minuti dettagli sul metodo che i malintenzionati avrebbero adottato, per cui si credette di tenervi dietro. Intanto si ebbero segrete conferenze coi Signori Rappresentanti delle Potenze interessate nella medesima causa. Si scrisse al Nunzio di Napoli coITistrazione di tenere informata la Segreteria di Stato sull'andamento delle cose politiche in quei Dominai. Di tutto poi ai tennero informati gli E.mi Legati, ed in modo speciale quello di Bologna, per mettere tutti, e segnatamente l'ultimo in avvertenza sulle temute macchinazioni, delle quali aveva egli pure avuto qualche sentore per mezzo di quella Polizia.
Per meglio poi assicurarsi delle operazioni ohe dicevansi doversi eseguire per parte degù emissari delle sette in occasione della Fiera di Senigallia, e perchè il governo potesse essere in grado di romperle con bene intese misure, vennero spediti in Senigallia stessa da Monsig.* Governatore di Roma alcuni confidenti incaricati d'indagare e di riferire quanto avessero potuto conoscere riguardo alle mene settarie e vi fu pure spedito all'oggetto stesso il Sig.r Ten. Col.0 Freddi da Bologna, senza però l'apparenza di Commissione del Governo, ma come per suo diporto. Meno le prime apprensioni manifestate in principio dall'E.mo Legato di Bologna, sulle temute manovre, si ebbero in seguito da lui, come da parte del Sig.r Ministro di Napoli e di quel Monsig.1 Nunzio li più rassicuranti riscontri, che nulla vi fosse a temere, e che, o del tutto supposte dovessero ritenersi le predette manovre, o che si fossero fatte spargere ad arte da faziosi voci di prossime turbolenze per solo fine di saggiare lo spirito pubblico, o pure per raccogliere dai malintenzionati collette di denaro per mandarle a Mazzini in Londra, il quale trovavasi bisognoso di mezzi per sostenersi in quella Capitale. Malgrado però li detti riscontri che si avevano da ogni parte sulla insussistenza d'un progetto di prossima rivolta, il Cardinale Segretario di Stato non era tranquillo sì pel complesso delle circostanze, si ancóra per qualche nuovo incidente il quale disgraziatamente confermava li concepiti timori. Rinnovò quindi le sue premure presso questo Sig.r Ministro di Napoli e presso l'E.mo Legato di Bologna, onde si fosse stato in attenzione per qualunque prima mossa la quale avria potuto compromettere la tranquillità dei due Stati. Non aveva trascurato la Segreteria di Stato di portare la sua attenzione sulle altre Provincie, e furono fatti dei tentativi nei luoghi nei quali si potè sperare un buon risultato, siccome accadde in Ancona, ove fu arrestato un tal Schiavoni con carte relative ad associazioni settarie. Dall'insieme però delle cose dovette convincersi che la sofà Provincia di Bologna era quella sulla quale li faziosi contavano di fare le prime mosse dopo che il movimento insurrezionale avesse avuto luogo nel Regno di Napoli* Mentre le cose erano in questo stato, giunse da Bologna l'avviso che in quella Città era apparso un qualche sintomo di rivolta, e che alcuni armati in numero di circa duecento si erano ammutinati in campagna. Al primo apparire di queste turbolenze quefl.' E.mo Preside fece eseguire delle dimostrazioni militari, onde imporre ai malintenzionati, spedi una staffetta pel richiamo del generale Sana, il quale era in viaggio per recarsi in Svizzera, richiamò da Senigallia a Bologna il Ten. Col.0 Freddi, e fece colà ritornare il Direttore di Polizia, il quale trdvavasi alla Porretta per motivo di salute. Giunto in Roma l'avviso delle accennate turbolenze, il Cardinale Segretario di Stato non mancò di sempre più incoraggiare I'E.mo Legato di Bologna, lo esortò a fare degli arresti dei principali autori del disordino, ed ottenute le facoltà dalla Santità di Nostro Signore Io autorizzò con dispaccio del 10 p p* agosto ad istituire