Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVIO SEGRETO VATICANO ; ROMAGNA
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1941
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200 Romeo Galli
ragguaglio all'Eminenza Vostra. D'altronde in quella Citta, per ben due volte, mentre vi ero, le bande Bolognesi hanno tentato di fare un colpo.
Sulla urgenza di provvedere al rimpiazzo di quei due Impiegati, e di destinarvi due soggetti di piena fiducia del Governo, essendo colà richiamai l'attenzione dell' Eminentissimo Segretario degli affari di Stato Interni, al quale dimostrai altresì di nuovo le occorrenze di questa Direzione Provinciale di Polizia. Per affrettarlo alla nomina del detto Governatore, vado oggi a ripetergli i miei offici. Onde poi Imola non rimanesse abbandonata quasi a se stessa negli attuali trambusti, pregai 1* Eminentissimo Mastai di porsi all'alta direzione delle cose. Vale a dire di tenersi di concerto coli* E.mo Legato di Bologna, con me, e con quello di Forlì, quando la necessità lo richiedesse. Ordinai ai Comandanti di quelle Forze di agire a seconda delle sue istruzioni, e di presentarsi giornalmente a lui coi loro rapporti. La Eminenza sua penetrata della necessità che ne veniva al Governo ed agli Imolesi di accettare simile incarico, se ne mostrò facile, ed il Gonfaloniere contento, per cui sotto questo riflesso partii tranquillo da Imola. Il Gonfaloniere supplente poi, che è di nuova nomina, e del luogo, attenderà al disbrigo degli affari correnti.
Voleva il dovere mìo che rendessi consapevole di ciò la Eminenza Vostra, cui soggiungo di avere trovato Ravenna in stato di sufficiente calma, abbenchè la Eminenza Vostra avrà forse saputo dall' Eminentissimo Spinola, che dopo Bologna, questa è la città sulla quale più confidano quei perturbatori dell'ordine, essendone la popolazione armigera, e facinorosa: ma colla forza che attualmente vi è, inchiusovi il pezzo di artiglieria, spero che non si accingerà ad insensati criminosi tentativi.
Pel fatto della notte dell'undici si stanno prendendo le analoghe legali investigazioni, onde rimettere gli atti al Tribunale competente.
Ora venendo al citato veneratissimo Dispaccio dell'Eminenza Vostra non le nasconderò il mio dispiacere, poiché ho rilevato dal medesimo la sua egreferenza per la mia prolungata dimora in Imola. Chi abbia voluto riguardare quella mia permanenza con occhio di giustizia, e non di malignità, avrà ben conosciuto, che da tut-t'altro motivo derivava, meno che da timore, mentre tenendomi più vicino a Bologna, mi ero avvicinato, non allontanato dal pericolo, come il fatto per due volte ha dimostrato, prima nella incursione che vi fece la Banda Muratori, poscia nell'essere arrivata sino alle porte della Città l'altra Banda che impunemente si riunì a vista di Bolo- gsa. Ho la soddisfazione, che ambedue le dette bande per poche ore abbiano infestato questa Provincia in forza delle disposizioni da me prese. Ed ho pure soddisfazione, che per essermi trovato in Imola nel giorno otto di questo mese, siano salvi gli Eminen-tissimi Mastai e Falconieri. Che se io per le notizie avute colà nella mattina del detto giorno di quello che vi doveva accadere nella notte, non li avessi avvertiti in tempo. Essi, che dalla sera precedente si trovavano nella villa di Torano vi si sarebbero trattenuti, ove la Banda li avrebbe sorpresi, questo essendo uno dei colpi da quell'orda di malfattori premeditato. Io poi debbo tale notizia alla destrezza ed alle cure indefesse del mio Segretario particolare, in questi burrascosi momenti.
Rinnovo dopo ciò alla Eminenza vostra l'omaggio della mia piena osservanza, e baciandole umilissimamente le mani, ho l'onore di segnarmi.
Dell'Eminenza vostra
Ravenna, 15 settembre 1843.
Umilissimo, Devotissimo, Servitor vero E.mo Signor Cardinale Lambruschini L. Card. Amai.
Segretario di Slato di N. S. Roma.