Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVIO SEGRETO VATICANO ; ROMAGNA
anno
<
1941
>
pagina
<
204
>
204
Romeo Galli
DOCUMENTO XI. RELAZIONE Cong.ne Cardinalizia tenuta avanti il S. Padre il giorno 18 Xbre 1843.
Nella sera del 13 ultimo decorso settembre d'ordine della Santità di Nostro Signore si rassegnò all' Eminenze vostre un esatto Rapporto sulle turbolenze di Bologna, le quali avevano manifestato un aspetto alquanto serio, e tale da far temere uno scoppio generale in tutta Romagna. Questo sarebbe assai probabilmente avvenuto, se subito non.si fossero represse le prime scintille apparse in Bologna, e suoi dintorni. Non si esporranno qui con minuto dettaglio le scorrerie delle diverse Bande di fuorusciti cbe andavano girando ora nelle montagne, ed ora nelle pianure tra Bologna stessa ed Imola, onde intendevano di stabilirsi, per poi portarsi a rivoluzionare la Romagna, e segnatamente la Legazione di Ravenna, dove contavano un buon numero di individui pronti a parteggiare per la rivoluzione. Se ciò fosse disgraziatamente avvenuto, il disordine sarebbe durato poco, poiché la Segreteria di Stato nella previsione del caso, aveva predisposte le cose in modo, da poter contare sopra una pronta repressione. La prudenza però consigliava, e la dignità del governo esigeva che si cercasse ad ogni modo di far cessare il male nascosto coll'uso delle sole nostre forze, anche per evitare conflitti spiacevoli tra le Potenze, e incomodi e grave dispendio per il governo. Grazie alla fermezza di questo e alla fedeltà delle nostre Truppe, si ottenne l'intento, e questo sollecitò tanto, che superò le stesse speranze del Governo. Il Corpo de* volontari chiamato in quel numero maggiore d'Individui che fu possibile, prestò alla buona causa utili servigi. Le Colonne trovandosi scoraggi te per la marcia lor troncata nei dintorni della Città d'Imola si sbandarono, e la fuga dei più. compromessi contribuì essa pure a farla a poco a poco cessare. Ora colonne di faziosi armati piò non esistono né sul territorio bolognese, né molto meno in altre Legazioni.
Ma il Lovatelli, il Zambeccari, il Tanara, li Muratori, ed altri, i quali, anche con passaporti ad essi accordati dalla indulgenza delle Polizie locali, riuscirono'ad isfuggire l'azione del Governo, non rinunziarono per questo ai loro claminosi disegni. Parte di essi si ritirò nell'isola di Corsica, e parte nella città di Marsiglia. Da questi punti ordivano e combinavano i mezzi per effettuare uno o più sbarchi nel Littorale Pontificio. Da frequenti rapporti di Confidenti all'Estero e dalle stesse loro lettere intercettate nell'uffizio postale di Bologna, si ebbe cognizione dei pravi loro disegni e degli apparecchi che andavano disponendo per effettuarli. Un certo Ribotti, già ufficiale dell'Armata Piemontese, era consigliere e gran parte delle inique meditate manovre. Sembravano voler fare de' vani tentativi sulla stessa Capitale. Infatti andavano giungendo in Roma de' forastico sospetti, i quali dovevano naturalmente fissare l'attenzione dell'alta Polizia; altri si fecero partire, altri furono assoggettati a stretta sorveglianza, ed oggi Roma non offre motivi d'inquietudine.
In questo stato di coso per troncare radicalmente, se fosse possibile, la causa de' mali temati, I'E.mo Card'" Segretario di Stato fece un tentativo colla Francia, il quale riuscì felicemente per essere stato particolarmente da Dio favorito. Sua Eminenza pertanto, dopo aver fatto conoscere al Gabinetto delle Tuillieries quali e quanto sinistri fossero i progetti de' rifugiati italiani in Corsica ed in Marsiglia, chiese che ad impedirne la realizzazione facesse trasportare nell'interno della Francia tali malvagi