Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVIO SEGRETO VATICANO ; ROMAGNA
anno
<
1941
>
pagina
<
205
>
/ primi Casi di Romagna 205
individui, e che quivi fossero sorvegliati dalle Polizie locali, onde non eludessero le precauzioni adottate dal Governo. Esaminatasi la domanda nostra nel Consiglio di Stato, il Re dichiarò subito che vi si doveva accedere, intendendo e volendo fare ogni sforzo per impedire che nuovi disordini politici avessero luogo nei Domimi di Sua Santità. Il Ministero non solo non fece opposizione, ma favori anzi la domanda nostra, e con tutta celerità si videro trasportati e da Corsica e da Marsiglia quei nostri rivoluzionari negli Appennini francesi, e precisamente nel luogo detto ChateauRoux. Questo fatto che costernò gli esuli, gettò nell'abbattimento anche il Liberalismo di Romagna, che si vide cosi abbandonato, e direi quasi punito dalla Potenza Francese, dalla quale attendeva anzi follemente protezione e favore. Di questo si hanno indizi non equivoci nella stessa corrispondenza dei rifugiati coi loro amici di Bologna e di Romagna, che le nostre Polizie locali hanno potuto arrestare, e farne comunicazione alla Segreteria di Stato. Questo fortunato avvenimento ha contribuito e contribuisce, tuttavia e non poco, alla tranquillità, di cui ora si gode nelle Legazioni. In questa circostanza la Francia ha molto meritato della S. Sede, e noi dobbiamo esserlenc grati.
Ma per nulla Lisciar ignorare alle E. V. di quanto riguarda le cause degli avvenuti disordini, e di quelli tuttavia che da gente perversa si stanno meditando, si deve qui aggiungere con quella riservatezza, la quale accompagnare dee queste delicate comunicazioni, si dee, dissi, francamente aggiungere che la Famiglia Bonapartc e il Duca di Leuchtemberg vi ebbero e vi hanno una grandissima parte. Se li Bonaparte, li quali sognano dei continui scettri e corone, le quali sempre più. si allontanano da loro, agiscano per proprio interesse ovvero nell'interesse del figliastro di Napoleone, non si saprebbe ancor bene definire. II certo però è che gl'individui dell'odiata Famiglia Bonaparte e quello pure che vi figura per primo sono caduti in tale disprezzo presso tutti, e presso le sette medesime, che non sono punto temibili, come ci risulta da notizie e informazioni avute da Corti anche ragguardevoli, e bene informate. Non può però dirsi lo stesso del secondo. Dal complesso delle notizie che si hanno, sembra potersi opinare che questi aspiri a stabilirsi sovrano dei domimi che possiede e di quelli che vagheggia d'acquistare.
come realizzare questa criminosa idea ? Certamente per mezzo del malcontento dei Popoli, che i suoi agenti fanno di tutto per eccitare, e colla Rivoluzione. La Russia non favorirà certo ostensibilmente un tal progetto, ma anderebbe lungi dal vero chi credesse che coi consigli e con segreti mezzi non sia per coadiuvarlo quanto mai potrà. Secondo le viste della Politica gcn1 non si saprebbe pensare che le grandi Potenze, e segnatamente la Francia e l'Austria possano mai permettere uno stabilimento politico russo, per quanto potesse esser piccolo, in Italia: pure anche il solo tentativo arrecherebbe inevitabilmente alla S. Sede gravissimi mali.. E poi l'attitudine pacifica adottata dalle Potenze, la quale ove fosse mantenuta entro certi limiti, potrebbe dirsi lodevole, non sembra doverci ispirare troppo larga fiducia della reazione.
La Grecia profittando dell'imperizia di un giovane e timido sovrano ha cominciato e compito senza spargimento di sangue e come suol dirsi in 4 battute, la sua rivoluzione. Questa rivoluzione minaccia naturalmente l'Impero Ottomano, la Sicilia e quasi tutta l'Italia. Eie Potenze fin qui che fanno ? L'uria invia ad altre dispacci per disapprovare il disordine, altre richiamano i loro Ministri, E la rivoluzione ? La rivoluzione sussiste, e dalla timida ed irresoluta Politica delle Potenze acquista il tempo per consolidarsi. Della Spagna non ri parla, perchè troppo note sono a tutti le dolorose vicende di onesto infelicissimo Regno. Ma noi non dobbiamo dissimularci, che la Rivoluzione Spagnola che arde e sì fa sempre più forte, minaccia essa pure grandemente l'Italia;