Rassegna storica del Risorgimento

1843-1844 ; DIPLOMAZIA ; FRANCIA ; TUNISI
anno <1941>   pagina <208>
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208 Eugenio Passamotui
dello Stato ed abituarsi a ricorrere a' rappresentanti del Re sabaudo nelle minime loro occorrenze. *1 Si otteneva con ciò il duplice scopo di educare a poco a poco gli Italiani, o rifugiati politici o emigranti volon­tari, a guardare a Torino come al centro effettivo della penisola, stac­candoli da' loro particolari Signori che di questi sudditi poco o punto curavansi o volevansi curare, mentre dall'altro lato si costituivano altrettanti centri economici e commerciali, suscettibili di progressivo sviluppo, utile agli interessi del Paese. 2) La colonizzazione, in questa maniera, era effettuata, nell'unico modo che fosse concesso al Sovrano sabaudo, ed era il più efficace, dati i mezzi di cui disponeva, i tempi ne' quali viveva.
Il Mediterraneo attirava, peculiarmente, l'attenzione del Re sia per ragioni religiose, che per cause politiche. Ritrovando nel principio catto­lico, del quale affermava carattere fondamentale esser la sua romanità, una delle più sicure vie di propagazione della civiltà italiana e della evo­luzione sociale, egli comprendeva che, appoggiando le missioni fran­cescane in Oriente, favoriva la diffusione della nostra cultura e la affer­mazione della nostra razza. 3) E contro le nazioni cattoliche, specie la Francia, la quale fatta consapevole del valore degli ordini religiosi, come mezzi di penetrazione e di conquista, aveva, ne' suoi primi ten­tativi imperialisti, sostituito frati italiani con regolari nazionali, egli aveva difeso le nostre missioni, tutelandole da qualsiasi sopruso.*) Il Re sapeva che i seguaci del Serafico erano i più attivi propagatori della italianità che volevano veder rifiorire in tutto l'avito splendore. Così, nel Mediterraneo orientale, la politica di Carlo Alberto aveva dato un nuovo impulso alla nostra vita economica e sociale, richiamando i molti italiani, colà residenti, a nuove energie. Ed il piccolo regno di Sardegna che non era stato chiamato nel consesso delle grandi potenze, quando si era trattato del complesso problema dell'impero turco e dell'equili­brio del Mediterraneo, erasi reso sempre più presente con il consolidarsi
*) PASSAMONTI E., lìidea coloniale nel Risorgimento Italiano, Torino, Arti poli­grafiche, 1934, pp. 17.
2) RQDOLICO N., op. cip., pp. 43 segg.
*) RODOLICO N., op. ciu, pp. 438; SOLARO DELTA MARGHERITA, op. or., pp. 459 segg.; 462 segg. passim.
*) Questo importantissimo momento della nostra Storia del Risorgimento è quasi sconosciuto: tranne alcuni brevi studi di storici francescani e di altri ordini reli­giosi non abbiamo nulla in Italia che possa meritare il titolo di scientifico, mentre nella letteratura storica francese sono volumi, come quelli, ad esempio, di G. GOYAU, Le Cardinal Lavigerie, Paris, Plon. Pur ricchissima materia è negli inserti consolari e diplomatici dei RR. Archivi di Stato, fra* quali, prezioso, a siffatto riguardo, quello di Torino. C. SOLATÌO DELLA MARGHERITA, op. cit., pp. 463.