Rassegna storica del Risorgimento

1843-1844 ; DIPLOMAZIA ; FRANCIA ; TUNISI
anno <1941>   pagina <212>
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212 Eugenio Passamonti
fino ai tentativi mazziniani del 1833 e del 1834. Il commercio delle gra­naglie e degli oli che aveva avuto inizio, dopo il trattato del 1816, aveva richiamato nella Reggenza numerosi liguri, di quella buona razza della repubblica di S. Giorgio che aveva esteso le sue attività, durante il Medioevo, su tutto il bacino mediterraneo; e che, in nuove condizioni, riprendeva, con la stessa attitudine, la sua opera sia nell'Africa mediter­ranea, sia nelle lontane Americhe. *) Ditte genovesi, come l'Accame, si erano stabilite, prima ancora del trattato surricordato, nella Reggenza ed avevano, cou rapidità, creato rapporti attivissimi fra la madre patria e la Tunisia, di importazione e di esportazione, che, mentre alleggerivano il grave compito dell'annona, aprivano alle industrie tessili sarde un nuovo ed ottimo sbocco. E attivi scambi avevano favorito il cabotaggio, sì che, organizzate le linee di navigazione fra Genova e Tunisi, la marina mercantile sabauda aveva trovato, in quel porto dell'Africa mediter­ranea, approdi proficui.2) È facile comprendere che il Governo di Torino, dato un così ampio sviluppo, avesse costituito in Tunisi un vigile consolato e propri rappresentanti avesse stabiliti negli altri centri della Reggenza, dove sudditi suoi prosperavano ed accrescevano le loro sostanze ed il prestigio, insieme, della nazione. *)
Notevole posto avevano occupato sia nella capitale del beylicato, sia nelle altre località, i liguripiemontesi. Primeggiava, per autorità e per potenza economica, Paolo Antonio Gnecco. H quale, sbarcato a Tunisi verso il 1816, inviatovi dalla Ditta Accame, aveva, in poco tempo, saputo divenire uno dei magnati del commercio degli oli e delle granaglie. La sua natura italica si era in lui manifestata, appena che le sue con­dizioni economiche glielo avevano reso possibile, con il contribuire sensibilmente allo sviluppo edilizio della città. Ed il palazzo Gnecco era divenuto centro di italianità, raccogliendo nelle sue mura ospitali tutti coloro che dalla nostra penisola sbarcavano nella terra beylicale. 4* Alto il prestigio della regione subalpina teneva, presso il Bardo, Calli-garis Bartolomeo, per la cultura, per il carattere, per il posto occupato in Tunisi. Alla profonda conoscenza delle lingue orientali e della storia di quelle regioni, egli, profugo della patria, per non voler accettare la
') Dei liguri nell'America meridionale notizie copiose ed utili, sia da} punto di vinta economico sia da quello politico, in A. S. 2, Gabinetto Particolare di Polizìa* Genova, 1843.
2) A. S. T., Consolati, Tunisi, mazzo 4 (1844-45), Rapporto Generale del Peloso al La Margherita, 20 gennaio 1844; GALLICO A., op. eit., pp. 55.
3) Vice consolati Sardi erano in Susa, in Biserta, cfr. GALLICO A., op. *., pp. 158 segg. 162; pp. 55, 157, 164, 165, 170.
*) GALLICO A. op. cit.. pp. 136.