Rassegna storica del Risorgimento

1843-1844 ; DIPLOMAZIA ; FRANCIA ; TUNISI
anno <1941>   pagina <213>
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La vertenza franco-sarda per Tunisi (1843~1844) 213
dominazione napoleonica, aveva dovuto l'essersi segnalato in breve corso di anni. E intuendo il valore della educazione scientifica nel secolo appena iniziato, durante il quale la tecnica avrebbe sostanzialmente modificato la produzione industriale, aveva fondato la Scuola Politec­nica, che aveva iniziato la sua vita verso il 1840. Al servizio del Bey non aveva mai diminuito il suo affetto né distolto il suo pensiero dalla Patria, cui era utile più di quel cbe non lo fossero gli stessi ufficiali rappresentanti. E il suo attaccamento dimostrò, quando offrì a Carlo Alberto, per il tramite del Console sardo in Tunisi, il Geymet, la sua opera, appena scoppiata la prima guerra di indipendenza. Né modificò il suo contegno dieci anni dopo: che il 30 aprile 1859 il Mathieu, rappre­sentante di Vittorio Emanuele II presso il Bey, segnalava a Torino, avere il Calligaris domandato di essere adoperato nella lotta contro l'Austria, rinunziando persino alle indennità di viaggio. *)
Il Calligaris aveva dato l'impulso all'alta cultura del Beylicato: alla istruzione inferiore avevano cercato di provvedere altri profughi italiani, cbe con i Sardi vivevano in intima dimestichezza. Erano essi il Visconti, ufficiale borbonico e compromesso ne' moti del 1821, che, scampato alla sanzione del Governo di Ferdinando I, aveva, in Tunisi, trovato il mezzo di vivere, aprendo con il compagno di fede e di sventura, Luigi La Rotonda, una scoletta privata per i bimbi dei nostri conna­zionali e per quelli indigeni. L'avevano preceduto in questa alta fina­lità, un livornese, Pompeo Sulema, che aveva aperto in Tunisia la prima scuola regolare e il piemontese Pietro Martire, che, al servizio sotto Napoleone, aveva preferito l'esilio.2)
Il Visconti aveva poi seguito una via più confacentesi alla sua indole, servendo il Bey, còme istruttore dell'esercito tunisino. Ed aveva com­pagno in questo ufficio, il barone De Glory, che, già tenente nella brigata Aosta, aveva accettato di porre la sua opera al servizio del Principe berbero.
Un gruppo, notevole, di sudditi carlalbertini, in Tunisia, in quel volger di tempo, era costituito da tre profughi, coinvolti ne' recenti moti carbonici e mazziniani, Bottini Giovan Battista, Lanfranco Fran­cesco, e Gaetano Fedriani. Il primo era passato, nel 1832, in Tunisia, dalla Francia e da Malta, il secondo, per la stessa via del compagno di fede. L'uno, commesso di negozio in Fontanile, l'altro, gioielliere in Genova,
si erano dati, nella Reggenza, alla mercatura, stabilendovi si solidamente,
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U MONCHICOURT Ch., Relation* inédties da Nyssen, Filippi e Calligaris, Paris,
Leronx, 1929; GALLICO A., op. cit p. 181. 2) GALLICO A., op. cit., p. 119.