Rassegna storica del Risorgimento

1843-1844 ; DIPLOMAZIA ; FRANCIA ; TUNISI
anno <1941>   pagina <214>
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214 Eugenio Passamonti
per energia di opere e chiarezza di vedute. Il terzo, più noto dei primi due, per ragione di anni, per responsabilità maggiore di fronte al patrio fisco, ave Va trovato in Tunisi ospitalità venendo da Marsiglia, dove erasi rifugiato, travestito da lattaio, scampando alla severa condanna che in patria l'avrebbe colpito, dopo che le sue responsabilità erano emerse dalla propalazione del Canepa e dalla istruzione de' processi politici,J) Egli, uno dei più attivi mazziniani, tanto nella preparazione de' moti che avrebbero dovuto scoppiare nel 1833, quanto in quelli organizzati da Garibaldi Panno seguente, in Genova, aveva saputo, in Tunisi, con­quistarsi una posizione invidiabile. Ma è doveroso ricordare che questo generoso figlio della Liguria non aveva dimenticato, un istante, né i suoi capi, né i suoi ideali politici: e, se, da un lato, prodigo di aiuti per i ne" fortunati compatrioti, aveva fatto della sua casa ospizio per tutti coloro che in nome della patria comune gli si fosser rivolti, non aveva mai tollerato che si offendesse o si parlasse, con poco rispetto, di Mazzini e di Garibaldi, nei quali aveva, fin dall'inizio de' loro rapporti, creduto. La storia de' moti del 1844, specialmente le relazioni del Fedriani col Moro, l'aspra vicenda dell'eroe Nizzardo dopo il 1849, possono testi­moniare quale fermezza egli avesse nelle proprie idealità. E, più di una volta, qualcuno, che aveva osato leggermente parlare degli italiani, i quali combattevano per la libertà de' popoli americani, attendendo di poter pugnare per quella italiana, ed aveva lanciato un epifonema allo indirizzo di Garibaldi, aveva avuto dal Fedriani una tale risposta da togliersi, per sempre, la voglia di ripetere parole, opere ed omissioni. 2> La vigile polizia sarda non perdeva di vista questi tre compromessi: la loro attività era sorvegliata e riferita a Torino da' consoli, ma non poteva emergerne altro che l'efficacia, derivatane alla prosperità della colonia italiana e, soprattutto, il prestigio acquisito al nostro paese, in quella regione dell'Africa mediterranea. Un altro ligure aveva saputo affermarsi alla Corte del Bardo, Giuseppe Maria Ratto, nato nella dimora del Bey, dal conte G. B. Raffo di Chiavari, che, nel 1770, era stato fatto schiavo e condotto in Tunisia. L'avere veduto la luce presso il Reggente, l'averlo servito in modo da cattivarsene il favore, non aveva fatto dimenticare al Raffo la sua vera patria e la sua fede. Non troppo
0 A, S. T., Processi Politici, 1834, voi. Ili, infletto primo e secondo. La parte avuta dal Fedriani, nel 1833, vedi in A. S. T., Processi politici, 1833, voi. Vili e XI, passim. Sul Fedriani neU'A. S. T. è una copiosa documentazione negli inserti del Gabinetto Particolare di Polista, Genova, 1834, 1842, 1847 passim.
2) A. S. T Consolati Nazionali, Tunisi, voi. IH e voi. IV. Sul Fedriani è sempre da desiderarsi uno studio completo.