Rassegna storica del Risorgimento

1843-1844 ; DIPLOMAZIA ; FRANCIA ; TUNISI
anno <1941>   pagina <215>
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La vertenza franco-sarda par Tunisi (1843-1844) 215
entusiasta dell'annessione della Liguria alla corte Sabauda, aveva però cercato di essere utile a Genova ed a Torino, agevolando la via alla conciliazione quando erano scoppiati conflitti fra il Bey e il Regno Sardo. E il suo attaccamento all'Italia, a Genova, aveva dimostrato, visitando il 29 settembre 1840, in Londra, l'uomo che incarnava lo spirito italico, in quel volger di tempo. Con Giuseppe Mazzini egli aveva manifestato il suo animo e il Genovese ne aveva scritto alla madre, il 1 ottobre 1840, in termini tali da dimostrare quanta simpatia gli avesse destato questo compatriotta. 1)
A questa saliente figura facevan corona modesti commercianti, di pura razza ligure, come il Gassanello, il Carpineto, Domenico Morello, che costituivano un saldo blocco di affari tra la Tunisia e la nostra patria. Yi si aggiungeva una massa di elementi che viveva silenziosa­mente e parcamente, all'ombra di queste ditte, lavorando con esse: ma non erano cellule morte bensì, anch'essi, elementi fattivi di italianità nella terra tunisina.
A tutti costoro, anche agli italiani delle altre regioni, i cui rappre­sentanti, eccettuato saltuariamente il napoletano, non erano tali da riscuotere il prestigio del Sardo, ai religiosi, specialmente francescani, ai quali la conquista francese dell'Algeria aveva tolto un largo campo di azione, il Console di re Carlo Alberto*appariva come il simbolo della patria lontana, la tutela contro qualsiasi sopruso, il centro ideale attorno a cui potevano raccogliersi in una salda unità. E facile comprendere quindi come ricevuto fosse il Peloso, quando, l'il giugno 1843, sulla fre­gata S. Michele, una delle migliori navi della flotta da guerra sarda, approdò alla terra tunisina. Cosciente della mentalità orientale, egli volle che il suo arrivo ed il suo sbarco fossero rivestiti della maggior pompa: accompagnato dal vice console Gaspari, dagli impiegati del consolato, dal comandante della nave, scese a terra, accolto dalla intera colonia, che lo accompagnò sino alla casa consolare. 2)
Né mancarono le cortesi accoglienze del Bey e della Corte. Sebbene le formalità fossero quelle che il protocollo prescriveva in consimili casi, tuttavia il Peloso fu fatto segno a particolari attenzioni da Ahnied sia che questi volesse, con l'accentuare le sue gentilezze al Console sardo, rifarsi delle amarezze non lievi, causategli dalla eccessiva intromettenza,
i) MAZZINI, Epiatolario, in Edizione Nazionale, Imola, Goleati, voi. IX, pp. 287. Cfe, MASI C, Mazzini, Ruffo e Fedriani, in Unione di Tunisi, 5 marzo 1934; SER-RÈS J., op. ciu, pp. 136, 139 segg.
2) A. S. T., Consolati Nazionali, Temisi, voi. IV, inserto (1842-43) il Peloso ni La Margherita, il 17 giugno 1834.