Rassegna storica del Risorgimento
1843-1844 ; DIPLOMAZIA ; FRANCIA ; TUNISI
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1941
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216
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216 Eugenio Pasamonli
nelle cose sue, di quello francese ed inglese, sìa che volesse prepararlo alla discussione delle pendenze, ancora aperte, fra la Reggenza ed il Regno Sardo. H Peloso, non a caso, nel presentare al Bey i sentimenti di amicizia e di stima che verso di lui nutriva Carlo Alberto, insistè sulla necessità e sulla speranza che le relazioni fra i due paesi si consolidassero maggiormente, agevolando gli scambi commerciali, sopra i quali si fondava la ragione dell'amicizia fra i due Stati.*) Ahmed bey confermò al Console sardo la sua volontà che gli scambi fra' la Tunisia e il Regno Sardo non solo rimanessero nello stato fiorente nel quale si erano mantenuti negli ultimi tempi, ma che si intensificassero: e lo fece in termini cosi cordiali da dare agli astanti la sensazione di un particolare riguardo al console di S. M. Sarda. Gli effetti immediati furono avvertiti dal Peloso. Il quale ne fu complimentato dal Calligaris, bene addentro nell'animo del Bey, e si vide circondato dalle più alte personalità del Bardo in maniera non dubbia, come, se la benevolenza del Capo dello Stato le avesse logicamente sospinte ad accentuare la loro deferenza verso il rappresentante di Carlo Alberto. E della sua situazione favorevole presso il Principe fu fatto consapevole dalle premure, cui lo fecero segno i colleghi degli altri Stati, accreditati presso Ahmed bey, e l'accorrere al consolato sardo di moltissimi italiani, specie toscani e napoletani, e degli stessi negozianti francesi.
Un disappunto provò il Peloso di fronte al contegno del Console inglese e di quello di Luigi Filippo. Il primo, Sir Thomas Reade, quantunque avesse, nei giorni precedenti, accolto il collega sardo con indubbie espressioni di amicizia esprimendogli il desiderio di stabilire fra loro due le più cordiali relazioni, non fu presente al ricevimento ufficiale. Di questa assenza molto si dolse il Peloso. Il Reade era un'autorità di immenso peso nella Reggenza, nella quale, come in tutte le corti orientali, il valore della ricchezza era il mezzo più efficace di persuasione. Oltre alla grande fortuna personale, che gli aveva offerto la possibilità di acquistare un ampio possedimento nei dintorni di Tunisi, dove convenivano, con il Bey, le più alte personalità della corte, egli poteva tenere alto il nome del proprio paese per i mezzi che il Foreign Office gli aveva messi a disposizione. La politica antifrancese della Gran Bretagna, nella Tunisia ed in tutta l'Africa mediterranea, aveva nel Reade il più efficace sostenitore, che era riuscito, più di una volta, a dare scacco matto ai rappresentanti della monarchia borbone ed a quella orleanista,
i) A. S. T., Consolali Nazionali, Tunisi, voi. IV, loc rit,, il Peloso al La Mar gherita, 17 giugno 1843.