Rassegna storica del Risorgimento

1843-1844 ; DIPLOMAZIA ; FRANCIA ; TUNISI
anno <1941>   pagina <217>
immagine non disponibile

La vertenza franco-sarda per Tunisi (1843-1844) 217
ottenendo da Ahmed che l'attività della Francia fosse neutralizzata da quella richiesta dalle necessità del Regno Unito. Associando alle ragioni di Stato i suoi sentimenti personali, ostili al Lesseps, prima, perchè fiero bonapartista, al de Lagau, poi, perchè orleanista, aveva in breve corso di tempo modificato la situazione internazionale presso il Bardo, a suo completo favore. Ed il Colonial Office, preoccupato fin dal 1830 della politica presso il Bey dispiegata da Parigi, aveva, per il Reade, ottenuto piena soddisfazione. 3> Al Peloso, che seguiva fedelmente le direttive antifrancesi di Carlo Alberto, l'appoggio del Reade era indispensabile e la sua assenza, nel giorno del ricevimento di corte, era stata sentita con vero dolore, perchè la si poteva interpretare come desiderio del Console britannico di conservare piena libertà di azione ne' riguardi dei rapporti della Sardegna con il Beylicato Tunisino. H rappresentante di S. M. Sarda aveva compreso che molta parte, dell'esito favorevole della sua missione, dipendeva dal contegno che con lui avrebbe tenuto il console della regina Vittoria.
Meno sorpreso fu della scarsa deferenza, verso di lui mostrata dal signor de Lagau. Era questi uno dei migliori conoscitori della politica orientale, del suo tempo, educato, com'era stato, alla scuola del De Lesseps, la cui famiglia, da più di una generazione, era stata in intimi rapporti di amicizia con quella de Lagau. 11 matrimonio con una signo­rina Lesseps lo aveva collocato in primo piano tanto economicamente, quanto dal punto di vista sociale, negli ambienti di corte e nelle sfere dell'alta finanza tunisina. Ed il Reade aveva dovuto più di una volta avvertire quale avversario egli avesse di fronte, ricevendone dei colpi, tanti, quanti, almeno, gli aveva inflitti. 2) Il Peloso, dati i rapporti non troppo cordiali fra Parigi eTorino, e data la amicizia fra la corte sabauda e l'absburgica, sapeva di dover considerare il de Lagau più come avversario, che come collaboratore ed amico. Ma, al La Margherita, non mancava di segnalare che il Console di Francia, solo, fra tutto il corpo diplomatico accreditato presso Almed bey, non si era fatto da lui vedere, e, informa­tosi del giorno della presentazione, aveva disposto che proprio allora fosse organizzata una partita di caccia nella sua tenuta La Massa, ritornan­done quando le cerimonie ufficiali avevano avuto fine.3) A completa-tamento di questa informazione il Peloso aggiungeva che il 15 giugno era venuto, in Tunisi, il generale Morey, da Bona con una delicata
i) SBBHÈS J.f op. cit., pp. 130, 131.
2) SEBRÈS J., op. cit., pp. 222, 223.
3) A, S, jrM Consolati Nazionali, Tunisi, voi IV, loc. cit., il Peloso al La Margherita,
17 giugno 1843.