Rassegna storica del Risorgimento

1843-1844 ; DIPLOMAZIA ; FRANCIA ; TUNISI
anno <1941>   pagina <218>
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218 Eugenio Passamonti
missione. Si era trattato di definire i confini della provincia di Costantana con la Reggenza tunisina, questione difficilissima a risolversi e che si dibatteva fin dal 1831 tra Parigi ed il Bardo. Il Morey aveva proposto ad Ahmed che si prendesse la linea fra le due regioni, com'era stato stabilito nel 1680, cosicché il Bey avrebbe dovuto cedere alla Francia una considerevole porzione del suo territorio ed una base militare come Keff. D
Erano i tempi nei quali più difficile presentavasi la condizione dei Francesi in Algeria. Minacciati com'erano dalla politica marocchina, abilmente lavorata da Abd-el-Kader, 2) desideravano avere le spalle sicure dalla Turchia, che a Tunisi voleva rimettere piede,3) senza tenere conto delle ripercussioni, che, nella conquista algerina, avevano le numerose e complesse questioni internazionali che, dalla Spagna a Tahiti ed al Mediterraneo orientale, ponevano la Francia di fronte alla Inghilterra. 4) Parigi doveva affrontare la partita con il suo maggior nemico nell'Africa Mediterranea, nella migliore delle situazioni. Ma era logico che di ogni mossa del regno orleanista si preoccupassero coloro che avevano più di un interesse ad impedirne l'accrescimento militare e politico e che, fra essi, fosse il Piemonte. H quale, se poteva prospettarsi anche l'eventuale riavvicinamento di Torino con Parigi, in un giorno lontano quando fosse stata aperta la decisiva partita, per l'indipendenza italiana, coli'Austria, s) sorvegliava attentamente quel che facevasi in Francia, la cui potenza gravava su' confini occidentali e le cui aspi­razioni su di alcune terre del Regno Sardo non erano ignote ad alcuno. Il Peloso rispondeva esattamente alle istruzioni avute, segnalando questa manovra del Governo francese in Tunisia, ed esprimendo la fondata opi­nione che essa non sortisse l'effetto desiderato dal Governo di Parigi. 6) In quel difficile ambiente che era il Bardo, soggetto alle ripercussioni
J) SERBÈS J., op. cit., pp. 292 segg.
3) THTJREAO DANGIN P., op. cit., voi. V, pp. 338 segg.; Guizox M,, op. cit,, voi. "VII, pp. 118 segg., e voi. VI, pp. 268 segg.
s) SERRÈS J., op. cit.y pp. 289 segg.
*) THUHEAU DANGIN P., op. cit., voi. V, pp. 364 segg.; ìdL, pp. 172 segg.; GUIZOT M., op. cit., voi. VI, pp. 242 segg.; STEUN L op. cit., voi. IV, pp. 378; Mc CARTHY J., op. di., voi I, pp. 97 segg.
5) RODOUCO N., op. cit.., pp. 431. Pormi che l'illustre Maestro dia forse troppo valore al rapporto del Vii la marina. Non è facile dire se maggiore fosse in Carlo Alberto, allora, e poi* l'antipatia per l'Austria o por la Francia. Cfr. LEMMI, Carlo Alberto e Francesco IV di Modena, Lettere inedite, in Risorgimento Italiano, 1927, voL XX, pp. 322.
6) A, S. T Consolati Nazionali, Tunisi, voi. IV, locicit., il Peloso al La Marghe­rita, 17 giugno 1843.