Rassegna storica del Risorgimento
1843-1844 ; DIPLOMAZIA ; FRANCIA ; TUNISI
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1941
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220
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220 Eugenio Passamonù
alla Goletta: da questa, a Tunisi, dovevano essere portate da' Battellieri, che appartenevano alle diverse regioni italiane, ma specialmente alla Liguria ed al Napoletano. Vi erano numerosi i maltesi, i quali, sebbene, dal punto di vista internazionale, fossero sotto la giurisdizione inglese, si erano istintivamente diretti, per la loro tutela, al Console sardo. Era infatti avvenuto che, per essersi verificato più volte il fatto, durante il trasporto lungo il canale ed il lago tra la Goletta e Tunisi, che le merci avessero sofferto, o manomissioni da parte di qualche battelliere poco scrupoloso, o diminuzioni, per esser cadute nell'acqua se non deteriorate dalla salsedine, l'appaltatore della Dogana, responsabile verso i mercanti di questi danni, avesse imposto ai battellieri una prestazione indeterminata, per indennizzare i commercianti delle avarie sofferte. Nulla di illegale dal punto di vista del diritto: ma la conseguenza era stata che il corpo dei battellieri, costituito di povera gente, si era veduto, di punto in bianco, ritirate le concessioni dei trasporti, che erano invece state affidate ad indigeni. Era evidente che dovevano essere intervenuti interessi particolari per ottenere il duplice scopo, di accaparrare il monopolio di questa attività e di favorire la mano d'opera berbera, che era meno esigente di quella italiana. E poiché al consolato sardo, sempre pronto a sostenere i nostri lavoratori, la corporazione si era rivolta, il Peloso si accinse ad affrontare il problema e risolverlo con piena soddisfazione di tutti i connazionali.
Egli si accorse che aveva avuto l'intuito buono, ritenendo che qualcuno si fosse interessato alla faccenda, più dei mercanti e dell'ufficio di Dogana stesso. E- lo ritrovò in Ben Ayed. Questi era in realtà una potenza sia nel mondo degli affari sia alla corte del Bardo. Nelle sue mani era stato, da tempo, accentrato il movimento dell'olio, che era uno dei due prodotti più cospicui della Reggenza, e dominava il commercio dei grani. Non v'era attività del Beylicato, nella quale egli, in un modo ' o nell'altro, non avesse parte. Dotato di forti sostanze godeva di ima influenza straordinaria nello Stato, che, come tutti i principati orientali, subiva il fascino dell'oro. E con l'abilità di un levantino, aveva saputo cattivarsi la simpatia del Bey, raffigurandogli la sua opera di accentramento di ogni commercio, come quella, che era ispirata al desiderio di sottrarre agli infedeli le ricchezze della Reggenza. Questa apparenza di nazionalismo acceso aveva confermato in Ahmed, non solo con il concedergli le somme che il Bey gli domandava, con la sua insaziabile avidità,
J) A. S. 2V, Camolati Nazionali, Tunisi, voi. IV, toc. óUv, u Peloso al La Margherita, 20 agosto 1843.