Rassegna storica del Risorgimento

1843-1844 ; DIPLOMAZIA ; FRANCIA ; TUNISI
anno <1941>   pagina <221>
immagine non disponibile

La vertenza franco-sarda per Tunisi (1843-1844) 221
per ragioni personali, ma fornendogli la possibilità di aumentare le forze militari dello Stato, che eran la corda più delicata del Principe Berbero. Ed aveva avuto l'abilità di compensare le perdite, che sif­fatta linea di condotta aveva causato alla sua fortuna privata, con l'esco­gitare sempre nuovi balzelli e di farsene affidare dal Bey l'esazione.2* Con profonda conoscenza dell'ambiente internazionale egli aveva saputo appoggiarsi al Console inglese per fare accettare da residenti europei le vessazioni fiscali, ben al corrente, com'era, della influenza del Governo britannico nella Reggenza, nella quale la Francia non godeva le maggiori simpatie per quella sua politica di intromissione eccessiva, che poteva apparire, come preparazione ad una possibile annessione. 3) Di ciò si era accorto il Lesseps che più volte si era veduto attraversato nei suoi disegni dal Governo beycale, quando meno se lo sarebbe atteso. **
Il Peloso aveva compreso e il peso, che negli affari tunisini aveva Ben Ayed, e la parte che il facoltoso mercante tunisino aveva, pur lavorando dietro le quinte, nella particolare vicenda della tassazione imposta ai battellieri italiani. E non ne sminuiva il pericolo. Al La Margherita, rendendo conto della faccenda, commentava: Dio voglia che non trionfi della volubilità del Bey e dell'odio che cova pel nome Europeo.5) E lo descriveva così:
Ben Ayed è un ricco proprietario, della massima influenza presso il Bey, e Caid di diverse provincie della Reggenza la di cui amministrazione è accordata al maggiore offerente. Inoltre è l'appaltatore quasi esclusivo delle forniture del governo e nel tempo stesso di diversi rami delle pubbliche entrate. Conoscendo i bisogni contìnui di denaro in cui si trova S. A, per le inconsiderate spese, incompatibili con i redditi dello Stato e avido pure di ricchezza, usa tutti i mezzi per impinguarsi e soddisfare i cospicui bisogni del suo Sovrano. <)
Prima di affrontare di petto la questione, il Peloso cercò di usare di un mezzo di persuasione che egli riteneva efficacissimo. Messosi d'accordo con i consoli di Toscana e di Napoli, si recò dal Reade. Gli fece compren­dere che, con la recente disposizione, erano danneggiati sudditi inglesi, come dovevansi considerare i lavoratori maltesi, e, propostagli un'azione
*) SERBÈS J., op. cit., pp. 218 segg.
2) SEBBÈS J., op. cit., pp. 290 segg.
3) SERBI* X, op. cit., pp. 290; 201.
4) SKRHÈS JM op. cit., pp. 291 segg.; A. S. T,, Consolati Nazionali, Tunisi, voi. IVT loc cit., il Peloso al La Margherita, 20 agosto 1843.
5) A. S. TI, Consolati Nazionale Tunisi, voi. IV, loc cit., il Peloso al La Mar­gherita, 20 agosto 1843.
6) A. S. T., Consolati Nazionali, Tunisi, voi. IV, loc. cit., il Peloso al La Mar­gherita, 16 settembre 1843.