Rassegna storica del Risorgimento

1843-1844 ; DIPLOMAZIA ; FRANCIA ; TUNISI
anno <1941>   pagina <222>
immagine non disponibile

222
Enttmió Passanwnti
concorde presso il Bey, con opportuno senso politico affidò direttamente a lui il risolvere la vertenza. Ma Sir Thomas era troppo buon cono­scitore della situazione, aveva troppo bisogno di Ben Ayed per averlo sostenitore nella serrata lotta diplomatica contro il Lesseps, per farsene non un nemico, ma men benevolo collaboratore. E invano il Peloso attese di essere chiamato alla villa del Reade per udirne il risultato delle pra­tiche presso il Bardo. Allora, con un atto di energia, il rappresentante di Carlo Alberto si recò dal Bey, sorpassando tutte le inframmettenze politiche ed economiche che gli inceppavano il cammino. Se, in un primo momento, il Peloso trovò opposizione nel Bey, lavorato a dovere da Ben Ayed, il giorno dopo, lo ebbe più propenso, ad ascoltarlo. Dopo una lun­ghissima discussione, durante la quale il Console sardo dovette smuovere, punto per punto, tutti gli angoli morti dietro cui trinceravasi la osti­nazione di Ahmed, che insisteva nel dare ragione all'appaltatore delle dogane, ottenne che fosse abrogata la disposizione sulla garanzia per il contrabbando e per le avari? delle merci. Ahmed invitò il Console sardo, accompagnato da quello napoletano, ad intendersi direttamente con l'appaltatore. Il quale, quando conobbe la volontà del suo Signore, sal­vando con abile dialettica la propria dignità, accordò che i battellieri fossero liberati dal gravame imposto, però stabilì in linea generale una oblazione, la cui entità eie cui modalità di pagamento sarebbero state fis­sate dalla Corporazione. A vincere le resistenze del Principe e dell'appal­tatore contribuì non poco la intercessione del Baffo, pronto a sostenere i lavoratori italiani sia per spirito di nazionalità, sia per dare scacco matto a Ben Ayed, con il quale non era in ottimi rapporti. *)
Era una bella soddisfazione ed era un vantaggio non indifferente per consolidare l'autorità del Console sabaudo. Lo comprese lo stesso Reade. Il quale, sollecitato dai battellieri maltesi, non compresi nelle trattative svoltesi al Bardo, di fare per loro quello che il Peloso aveva ottenuto per i sardi ed i napoletani, non ostante che gli fosse grave mettersi di contro a Ben Ayed, fece presso Ahmed i passi necessari. Li fece, ma in maniera blanda, non volendo disgustarsi a pieno un tal per­sonaggio, la cui amicizia gli era più utile che la riconoscenza di poveri lavoratori: senza sollecitare una decisione dal Bey, lasciò trascorrere del tempo. Avvenne che i maltesi, silenziosamente, praticarono, con l'ap­paltatore anello, che i loro colleghi sardi e napoletani avevano ottenuto. Nessuno in alto loco mostrò, con la caratteristica della diplomazia
i) A. S. T., Consolati Nazionali, Tunisi, toc oit.f il Peloso al La Margherita, 20 agosto 1843.