Rassegna storica del Risorgimento

1843-1844 ; DIPLOMAZIA ; FRANCIA ; TUNISI
anno <1941>   pagina <224>
immagine non disponibile

224 Eugenio PassamnnU
libertà di commercio fra i due Stati, nessuna voce di importazióne od esportazione potesse essere soggetta a qualsiasi limite. Nel caso, che il Bey avesse ritenuto opportuno modificare questo stato di cose, avrebbe dovuto immediatamente darne comunicazione al Console sardo e non applicare le restrizioni annunziate, se non dopo due mesi dalla consegna del decreto.1)
Da quell'anno era incominciato un attivissimo scambio tra Tunisi e Genova nel quale l'olio, e, specialmente, il grano avevano parte precipua. Quest'ultimo prodotto era venuto assumendo un gigantesco impulso negli ultimi tempi e varie case mercantili genovesi si erano stabilite in Tunisi, accentrando nelle mani loro, se non la quasi totalità, certo la maggiore somma del movimento dei cereali nella Reggenza. Gli stessi esportatori, francesi ed inglesi, non avevano potuto reggere alla concorrenza ed alla energia dei nostri liguri, né i mercanti nativi avevano potato resistere a tanta attività.
Era evidente che ciò suscitasse gelosie e rancori e che si lavorasse presso il Bardo per impedire la continuazione di un simile stato di cose e che, chi già aveva dovuto piegare di fronte all'abile politica del Console sardo, studiasse il modo di restituirgli il danno subitone e stroncare, dalle fondamenta,l'abile, salda posizione conquistata dai sudditi del Re di Sar­degna. Per quanto condotta sott'acqua, questa manovra fu prevenuta, se non impedita, dal Peloso. Al quale da sicuri informatori, non solo conna­zionali, ma arabi stessi che trovavano, sotto ogni punto di vista, migliore la collaborazione ligure di quella degli altri europei, erano giunti rap­porti che il Bey di Tunisi si preparava a dare un doloroso,.se non fatale, colpo al commercio delle granaglie. Il Console sardo non voleva credere che Ahmed bey si fosse prestato al giuoco, violando lo spirito e la lettera dei trattati esistenti fra la Reggenza e la Sardegna: al La Margherita, il 20 agosto 1843, dava assicurazione che vigilava con la massima atten­zione le manovre di palesi ed occulti nemici nostri e che in ogni caso avrebbe fatto sentire a S. A. che il Governo di S. M. e(ra) geloso man-tenitore de' suoi diritti desiderando) la continuazione delle sue amiche­voli relazioni con questo Paese . E con chiaroveggenza accennava alla possibilità che tutto questo presunto apparecchio, contro i mercanti liguri, fosse costituito e diretto da Ben Ayed.2)
.JÉMk Consolati Nazionali, Tunisi, toc. offe., voi. IV; GALLICO A., Tunisi 6 i Consoli Sardi, op. cit., pp. 202 segg.
2) A, S,T,t Consolati Nazionali, Tunisi, voi. IV, loc. cit,,. il Peloso al La Mar­gherita, U 20 agosto 1843.