Rassegna storica del Risorgimento
1843-1844 ; DIPLOMAZIA ; FRANCIA ; TUNISI
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1941
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226
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226 Eugenio Passamonti
indifferente, superiore di un terzo almeno a quella, che erano soliti versare agli uffici doganali delle città minori e delle campagne. ')
Le case, più. danneggiate, per la maggior estensione de' loro affari, immediatamente ricorsero al Peloso affinchè fossero restituite le cose alla condizione di prima. Il 25 agosto 1843, Paolo CassaneHo, Andrea Pe-luffo, Paolo Antonio Gnecco, Stefano Traverso, inviarono una esposizione dello stato degli affari al loro Console. Questi non perse tempo, recatosi dal Bey volle dare alla cosa un carattere di temporaneità dovuto, peculiarmente, ad un involontario errore di qualche pubblico ufficiale che ignorava i trattati esistenti ira i due Stati, e, più che altro, inconsapevole della benevolenza di Ahmed verso i sudditi del Re di Sardegna. Il Bey afferrò a volo il motivo offertogli dal Peloso, per scusare se stesso ed il suo Governo dell'inatteso provvedimento: protestò che doveva in realtà trattarsi di qualche involontario errore di interpretazione dei suoi ordini, essendo egli più che mai disposto favorevolmente verso S. M. Sarda e i sudditi suoi, dimoranti nella Reggenza. Egli aveva solo ordinato che i sensali indigeni non si accaparrassero i depositi granari, esistenti,, presso privati, nelle campagne tunisine, i quali dovevano essere portati nella Kahaba e quivi acquistati. In siffatto modo, mentre si versavano nelle casse dello Stato sicuri e maggiori proventi doganali, si impedivano incette che potevano condurre alla improvvisa mancanza del frumento indispensabile ai bisogni della popolazione.2)
Era, questa, una disposizione che non ingannava nessuno, essendo noto che gli esportatori liguri si servivano, per l'acquisto della merce, nelle più lontane località e nelle campagne, di nativi, conoscitori dei luoghi e degli uomini. E che si volesse fare sul serio, provò il fatto che proprio poche ore dopo la visita del Peloso ad Ahmed, furono arrestati alcuni sensali indigeni al servizio delle case liguri, condotti alla Mohamedia. bastonati con duecento colpi, per sentenza del Caid, e messi in prigione. La immediata conseguenza fu che tutti i sensali tunisini di colpo abbandonarono i mercanti genovesi e piemontesi, mentre costoro si videro di improvviso impedito l'accesso ai proprietari di vaste riserve granarie, con il pretesto che la merce, pochi giorni prima esistente nei magazzini, era stata venduta. La realtà era che si era fatto dire a tutti costoro, che, chi avesse venduto cereali ai liguri, ed anche agli altri europei, sarebbe incorso nella disgrazia del Bey. Lo stesso Peloso, che non aveva voluto
l> A. . T*, Consolili Nazionali, Tonisi voi. IV, loc cit il Peloso al La Margherita, 16 settembre 1843.
*) A. S. T., Consolati Nazionali) Tunisi, voi. IV, loc. cit., H Peloso al Lo Margherita, il 16 settembre 1843.