Rassegna storica del Risorgimento

1843-1844 ; DIPLOMAZIA ; FRANCIA ; TUNISI
anno <1941>   pagina <229>
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La vertenza fianco-sarda per Tunisi (1843-1844) 229
avevano solo acquistato per due mila caffis di grano, mentre erano in trattative per altri sei mila: complessivamente per una quantità, che non poteva in alcun modo alterare le disponibilità della Reggenza. Inoltre la proibizione del Bey li poneva nella dolorosa condizione di vedere deteriorate le partite comperate che, in attesa dell* imbarco, erano state riposte in ambienti non attrezzati ad una lunga permanenza dì <juesto prodotto, mentre non sapevano come fare, per corrispondere i noli ai bastimenti, chiamati da Genova per imbarcare il grano, e che non intendevano certo di ripartire a stiva vuota, senza essere indennizzati dell'inutile viaggio.
H Peloso, prima di agire, volle conoscere qual fosse il pensiero dei suoi colleghi di Inghilterra e di Francia, i cui connazionali potevano essere lesi, come i sardi, dalle recenti disposizioni beycali. 0 che il Reade e il de Lagau, avuto sentore della cosa, avessero in tempo avvertito i loro compatriotti di non lasciarsi cogliere all'improvviso o che, in realtà, gli inglesi e i francesi fossero, in quel momento, scarsamente interessati nel commercio granario, il fatto si è che il rappresentante della Regina Vittoria e quello di Luigi Filippo risposero al Peloso che non si senti­vano toccati dalla circolare dell'11 settembre 1843. Venne poi a consa­pevolezza del Console sardo che tanto il de Lagau quanto il Reade avevano dichiarato ai loro connazionali che la misura presa da Alimed toccava direttamente i sardi e che quindi essi avevano tutto l'interesse a che fosse rigorosamente applicata.2) Era ciò coerente con la politica d'Inghilterra e di Francia, le quali, desiderose di sopraffarsi l'un l'altra al Bardo, cercavano di cattivarsi il maggior numero possibile di aderenze e non volevano, per i sudditi di Carlo Alberto, attirarsi le ire di Ben Ayed e del gruppo dei finanzieri che a lui faceva capo.
Il Peloso, dimenticando i consigli di prudenza del La Margherita, ritenne opportuno di far la voce grossa. Ragione ne aveva. Ma doveva insieme riflettere, sia alla suscettibilità di Ahmed bey che, dovendo sal­vaguardare se stesso e il proprio dominio fra Francia ed Inghilterra, non avrebbe potuto ritirare una disposizione emanata di sua volontà per non menomare, di fronte alle vigili, grandi potenze, il proprio prestigio; aia alle conseguenze di un suo atto, come rappresentante del suo So­vrano, che, non sconfessando il suo Console, si sarebbe venuto a trovare in una difficile condizione, se il principe tunisino non avesse riparato
J) ji. 3. T., Consolati Nazionali, Tonisi, voi. IV, Memoriale dei negozianti sordi al Peloso, 14 settembre 1843.
z) A. S. T., Consolati Nazionali, Tonisi, voi. IV, loc. cit, il Peloso al La Margherita, 16 settembre 1843.