Rassegna storica del Risorgimento

1843-1844 ; DIPLOMAZIA ; FRANCIA ; TUNISI
anno <1941>   pagina <230>
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230 Eugenio Passamonti
all'arbitraria violazione della circolare, quando tutto ciò gli fosse ufficial­mente richiesto. H 12 settembre egli inviò una Nota al Bey. Punto fon­damentale n*era, che la circolare del Bey violava apertamente i trat­tati stabiliti fra i due Stati ed, in modo particolare, l'articolo sesto del trattato 22 febbraio 1832. La conseguenza immediata era la grave con­dizione, in cui venivasi a trovare il commercio sardo nella Reggenza, senza che potesse essere ragionevolmente fondata la ragione addotta. Il Peloso, quindi, trova vasi:
nella circostanza tanto disgustosa, quanto per lui doverosa di elevare a cognizione di (S.) A. che non po(tcva) ammettere menomamente le condizioni che (eran piaciute) a (S.) A.; di stabilire in detta circolare per rendere esecutiva la di lui disposizione.
E continuava:
Se nel lasso di ventiquattrore dalla rimessa della presente nota, di cui n* è specialmente incaricato l'ufficiale consolare Sgr. Aw. Fascìotti, Vostra Altezza non si degna di onorare il sottoscritto di benigno e soddisfacente riscontro, rimanendo costante 1* in­frazione, la più positiva de' trattati, fatti da S. M., si troverà desso nella dura necessità di sospendere le sue relazioni politiche con V. A. nella di lui qualità di rappresentante di S. M. il Re di Sardegna e di protestare altamente in nome dell'Augusto di Ini Sovrano per gli innumerevoli danni a cui dovrà soggiacere il suo commercio nazionale e i quali sono per ora incalcolabili, mentre ne va a render conto a chi di dovere. H sottoscritto innalza fervidi voti al Sommo Dio .affinchè VA. V. riconosca quanto importi la più esatta osservanza de* trattati, per conservare le buone relazioni fra i due Stati:, si stimerà egli fortunatissimo nel conseguire questo scopo. In tal guisa sarà convinto che sinceri furono gli straordinari attestati di stima e riguardi di cui V. A. l'ha da principio onorato e potrà lusingarsi di meritarne la continuazione.J)
Il Peloso comprese che gravi potevano essere le conseguenze imme­diate di un atto di quella natura: a confortarlo, però, nella intransi­genza gli giunse una lettera del La Margherita, il quale lo elogiava per aver saputo parlare con fermezza al Bey quando erasi trattato della inattesa proibizione di esportare il sughero dalla Tunisia. Inoltre egli era convinto che non potevasi concedere impunentemente l'aperta vio­lazione di un trattato che, qualora fosse stata subita, avrebbe meno­mato la dignità e gli interessi della Sardegna. D'altra parte, conoscendo la situazione politica della Reggenza, paventava che il Bey sostenuto, sottomano, dà qualche potenza europea, avesse messo il regno sabaudo nella necessità di ricorrere a mezzi più. energici, per ottenere soddisfa­zione, né potevasi prevedere dove e come sarebbe unita la vertenza. Prima che il Fasciotti si presentasse dal Bey per consegnargli la Nota consolare, il Peloso si recò dal Baffo, per vedere, se fosse stato possibile
*) A. S. T., Condottai Nazionali, Tonisi, voi. IV, loc. eit.