Rassegna storica del Risorgimento
1843-1844 ; DIPLOMAZIA ; FRANCIA ; TUNISI
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1941
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232 Eugenio Passamonti
che la proibizione non era violazione del trattato e che, quindi, veniva meno ogni ragione delle accuse rivoltegli e della minacciata sospensione delle relazione diplomatiche:
Nous n'avons pas défendn Fcxportation de cette date la, totalementT mais seulement cesse de dotmer permis d'exportation à l'avenir, car Nons avons excepté les Négociants, qui ont des tisqucrets en ses mains, avant cette datela, de pouvoir exporter ce qn* il est autorìsé dans leurs tisquerets. Cela n'est point une contraventìon aux traités parceque c'est une nonrciture dont les habitants de PEtat ne pcuvent point sTen dispenser.
E continuava:
Nous avons démontré que dans un petit espace de temps, le prixest augmenté près de la moitié. Nous sommcs assurés que ce qu* il esiste de cette denrée dans l'État, est moindre que le nécessaire pour les habitants: quel préjudice plus grand que celai que rhonune exporte sa nourriture pour ensuite l'acheter de l'étranger à un plus haut prix, ou d'en faire haosser le prix au point que le pauvrene puisse pas en acheter? Les traités sont fondés sur le bien common des deux Étala et pour la eontmuation de la bonne intelligence, ils ne doivent point étre cause de préjudice.1)
Insistendo sul fatto che il grano era un prodotto, che completamente distaccavasi dalle altre merci, contemplate nel trattato del 1832, e che qualsiasi Governo non poteva concedere che il proprio popolo dovesse essere tormentato dalla carestia per il rispetto assoluto alle stipulazioni con altro Stato, il Bey dimostravasi, però, non alieno da un possibile accomodamento, che, a parer suo, non doveva essere difficile. Egli affermava che il presunto danno, lamentato dai commercianti liguri in Tunisi, era inferiore a quello, allo stesso Peloso presentato dagli interessati,2) che quindi si poteva trovare nna via di conciliazione:
Que Dieu préserve continuava Ahmed Sa Majesté, le très aimé, le très grand Eoi de Sardaigne de considérer ce bienfait, au quel mon devoir m'oblige, cornine une atteinte aux traités, pour la conservation dcsquels nous mettons tous nos efforts. Nous ne devons pas arrèter la continuation de l'amitié qui existe entre Nous. 3)
H Peloso, esperto della diplomazia orientale, comprese che il Bey non voleva rompere i ponti con la Sardegna; sapeva che la sua condizione economica e politica non gli concedeva di imbrancarsi in un'avventura, dalla quale aveva tutto da perdere e nulla da guadagnare. E di ciò
i) A. S. T., Consolati Nazionali, Tunisi, voi. IV, loc. cit.
Ì A. S. T., Consolati Nazionali, Tunisi, voi. IV, loc. cit.: Rapporto al Peloso di A. Gnocco, B. Calamari, Stelano Traverso, Andrea Peluffo, P. CaBsanello, Gaetano Fedriani, 14 settembre 1843, nel quale si computava ad alta cifra la perdita che ad essi causava la circolare del Bey e si riassumevano dati e fatti, in precedenza esposti al Peloso.
s) A. S. T., Consolati Nazionali, Tunisi, voi. IV, loc cut.