Rassegna storica del Risorgimento

SOLFERINO E SAN MARTINO
anno <1941>   pagina <237>
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LA ZONA DI SAN MARTINO DELLA BATTAGLIA jH MONUMENTO NAZIONALE
La zona che, il 24 giugno 1859, conobbe le generose gesta, gli eroismi e i sacrifici degli intrepidi soldati di Re Vittorio Emanuele II, è stata recentemente dichiarata monumento nazionale.
La notizia susciterà, ne siamo certi, il più vivo compiacimento di coloro che hanno in sommo onore il culto delle patrie memorie ed in specie dei lettoti della nostra Ras­segna* la quale, in questi ultimi anni, pubblicando pregevolissimi stadi sul Cinquan­tanove e sulla battaglia di San Martino, ha notevolmente contribuito a valorizzare e a porre nella giusta luce, ai fini della soluzione unitaria del problema italiano, l'importanza di questo grandioso fatto d'armi.*)
Prescindendo dall'aspetto militare della battaglia, registrata dalla Storia come una delle'più notevoli della seconda metà dell'Ottocento, per noi italiani essa riveste particolare interesse per il fatto che segna l'inizio della fase realizzatrice dell'indipen­denza italiana a conclusione del lungo lavorio diplomatico di Re Vittorio e del suo ministro Cavour nel decennio di raccoglimento.
A San Martino non solo si combattè e vinse una grande battaglia, ma si ebbe anche la certezza che ormai era prossimo il momento di tramutare in realtà il sogno lungamente carezzato dal Piemonte. Accomunati infatti da un unico ideale, a fianco a fianco pugnarono i soldati sardi e i volitivi giovani subito accorsi da ogni dove d* Italia al richiamo della nuova guerra. Questa fattiva partecipazione di volontari di tutta la penisola, che pur sotto straniere dominazioni sentivano il dovere di combattere all'ombra del tricolore, sta a testimoniare che l'unità spirituale degli italiani era ormai un fatto compiuto.
Una recentissima pubblicazione di Antonio Monti 2) chiarisce la portata politica della battaglia di San Martino, mettendo soprattutto in evidenza com'essa sia un fatto d'armi nettamente distinto da quello di Solferino e rivendicando perciò tutto il merito della vittoria alla bravura delle truppe italiane. Una messa a punto, questa, necessaria ed utile perchè sfata in modo categorico la leggenda, durata fin troppo a lungo per un mal inteso sentimento di riconoscenza, che attribuiva ai Francesi la parte più meritoria di quella giornata. False convinzioni, frutto per lo più di errate o incomplete conoscenze degli avvenimenti e di inopportuni sentimentalismi sono dal Monti demolite con probatorie argomentazioni, dimostrando quale sia stato in realtà l'apporto francese alla causa italiana.
Dall'alto della Torre di San Martino della Battaglia l'occhio abbracciala vasta zona che. limitata da una parte dalle colline del mantovano e del veronese, degrada dall'altra verso il lago di Garda. Nettamente si distingue l'Ossario a cui fanno da sen­tinella due lunghe file di cipressi, mentre dietro la Torre biancheggia, nella sua sobria
f'J Vedi C. M. DE VECCHI DI VAL CISMON, La battaglia di San Martino, in Rassegna storica del Risorgimento, a. XXI (1934), pp. 447 e segg.
2) A. MONTI, Dove il 24 giugno 1859 si è fatta V Italia. Milano, Cordani, 1940.