Rassegna storica del Risorgimento
CAVOUR, CAMILLO BENSO DI
anno
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1941
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pagina
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240
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240 Giuseppe Al arti noia
dal Municipio, dallo Società cittadine, dai rappresentanti dei comuni vicini, e fu salutato, con altri venuti da Torino, dal Brofierio, che invitò l'ospi te illustre nella sua villa La Verbanella sulle cui torri sventolava allato delle bandiere elvetiche il vessillo italiano dove si trattennero, con amici e invitati, per alcune ore.
Alle nove il Cavour rientrava nell'Albergo della Corona dalle cui logge ricevette gli evviva della sottostante stipata popolazione alternati dalle melodie della banda della Guardia Nazionale, rischiarata da numerose fiaccole e il consigliere di Stato Bartolomeo Vare una, gli porse un concettoso saluto: *)
Permettete, sig. Presidente del Consiglio dei Ministri del Re di Sardegna, che io, interprete de1 sentimenti di tutta questa popolazione, vi esprima la di lei profonda gratitudine e riconoscenza per Vonore di cui va oggi superba: Vonore della vostra visita.
Il suolo dell'Elvezia è frequentemente premuto da illustri principi, da teste coronate: ma, meno la protezione che le leggi della repubblica a tutti indistintamente consentono, meno U rispetto che riclama la sventura sempre sacra, sia illustre o plebea il passaggio e il soggiorno di così alti personaggi sono avvenimenti pressoché inosservati nella patria di Teli
Ma perchè invece al solo annuncio di una visita del conte di Cavour nella Svizzera, tutta la elvetica famiglia si è commossa ad insolita gioia? Perchè Ginevra, la bella, la generosa, la invidiabile Ginevra, si è abbandonata ad un solenne entusiasmo? Perchè S. Gallo, perchè Coirà, ben temprati alla serietà germanica, furon larghi di cortesie, di riguardi, di manifestazioni all'illustre ospite? Perchè Vinconsueta emozione che la presenza del Ministro Sardo suscitò sul Lemano, sul Bodamico e sul Reno, si riproduce oggi né meno schietta né meno entusiastica su queste amene rive, le rive del patrio Verbano?
Il perchè?
Perchè una misteriosa, una prepotente simpatia trascina tutti verso Chi tien alto su terra italiana il Vessillo tricolore (applausi); verso Chi ebbe il nobile ardimento di far solennemente constatare neWAeropago europeo la esistenza non già di un'Italia geografica, di un'Italia storica, di un*Italia letteraria ed artistica, ma bensì di un'Italia politica (applausi); verso Chi, ministro di un Re, per cui è sacra la parola dell'Augusto Genitore, volle colla sua presenza imprimere, per dir così, una novella sanzione al Trattato del 1847, stipulato tra il Piemonte e i Cantoni elvetici di S. Gallo, de' Grigioni e del Ticino; nel quale trattato il Re subalpino ha assunto il formale impegno dì cooperare con ogni efficace mezzo alla
voto già espresso il 4 maggio 1856 da una adunanza dei suoi cittadini: che prima si dia finalmente opera a compiere sul terreno del Ticino l'intervallo che rimane tra le due grandi ferrovie della pianura Italiana e le immediate adiacenze delle Alpi, che durante il tempo che si richiede a questa necessaria parte di una più grande impresa, tutte le Società ferroviarie d'Italia, della Svizzera ed anche le Rive del Reno siano chiamate a concertare i comuni interessi in un pensiero e in un patto comune sul modo di superare le Alpi. Al qual uopo la Città di Lugano si fa un dovere di far pervenire all' Illustre Viaggiatore quelle notizie e considerazioni tutte che possano giovargli nello studio di un problema i cui elementi comparativi non hanno potuto essere sinora nel loro complesso raccolti e ponderati. La Municipalità rimette la suddetta Memoria al Big. consigliere di Stato Lavizzari per essere presentata con raccomandazione a S. E. il Conte di Cavour ministro Sardo ecc. ecc.. (Protocolli delle sedute municipali di Lugano, 1858).
*) I discorsi furono pubblicati nel giornal* ticinese La Democrazia. Giornale Politico popolare, 1858, 3 agosto.