Rassegna storica del Risorgimento

STORIOGRAFIA
anno <1941>   pagina <251>
immagine non disponibile

Introduzione (alla buona) al Risorgimento 251
A, COMÀNDINI con L'Italia noi cento anni del secolo XIX giorno per giorno illustrato (Milano 1900 e segg., 5 voli, pubbl.), continuata con amorosa cura dopo la morte dell'autore da ANTONIO MONTI, *)
FONTI EDITE. Indicheremo per primi i documenti diplomatici, dei quali, però, in Italia non esiste una raccolta, non diciamo completa, ina appena sufficiente. Quindi, anche qui, le nostre segnalazioni hanno un valore di prima sommaria indicazione. Per la fine del Seicento e i primi del Settecento la bella pubblicazione di C. MORANDI, Relazioni di ambasciatori sabaudi, genovesi e veneti (1693-1713) (Bologna 1935), ci dà materiali utilissimi allo studio dell'età della guerra di successione spagnola.
Per i rapporti tra 1* Italia e la Francia rivoluzionaria non si può prescindere dal­l'esame delle numerose e importanti testimonianze italiane del tempo, assai scarsa­mente usate sinora dagli storici francesi. E per questo si parla qui con relativa larghezza di alcune di esse. Uomo di mondo e d'affari, amico di diplomatici spregiudicati come lo spagnolo giacobineggiante d'Azara e di uomini di Stato illuminati come il Mani'redini, il milanese conte Paolo Greppi, che viaggiava 1* Europa per conto della grande casa com­merciale cui erano affidati la forza e l'orgoglio della sua famiglia, ci ha lasciato lettere interessantissime sulla Francia e l'Italia durante la rivoluzione (G. GHEPPI, La rivolu-sio ne francese nel carteggio di un osservatore italiano, Milano 1900-1904, 3 voli.). Non si tratta, propriamente, di documenti diplomatici, ma in queste lettere al padre il gen­tiluomo lombardo, testimone intelligente ed acuto indagatore, esperto di uomini e di affari, buon conoscitore di molti paesi* ci dà notizie preziose e giudizi non banali. Pur sforzandosi di mantenere la propria neutralità tra le parti in conflitto e pur deplorando gli eccessi rivoluzionari, egli mostra di accorgersi della necessità di certi mutamenti e della vanità dell'opera tentata dalla diplomazia europea per soffocare il moto di Francia*
La prima vera pubblicazione di relazioni diplomatiche italiane per questo periodo fu intrapresa da M. KOVALEVSKY, I dispacci degli ambasciatori veneti alla Corte di Fran­cia durante la rivoluzione (Torino 1895). Di quest'opera è uscito solo il primo volume, contenente i dispacci di Antonio Capello e di Almorò Pisani (14 luglio 178829 agosto 1792). Uomini pratici anch'essi di affari e di governo, spogli di preoccupazioni dottrinali essi ci offrono, come nota il Kovalevsky, apprezzamenti molto giudiziosi sul procedere degli eventi. La loro attenzione si concentra, specialmente, su quanto riguarda l'ordine politico e, generalmente, con sicura informazione. Ma non si dimentichi mai che il loro punto di vista è quello di rappresentanti ufficiali di una repubblica oligarchica.
Di recente M. MAZZUCCHELLI ha voluto completare l'edizione del Kovalevsky (La rivoluzione francese vista dagli ambasciatori veneti, Bari 1935), integrandola con la pubblicazione dei dispacci di Almorò Pisani dopo la sua partenza per Londra e dì quelli di Alvise Querini (4 settembre 179230 maggio 1797). In realtà, la nuova edizione non sostituisce la precedente. L'autore, che si è con larga generosità giovato dell'opera altrui, senza pretesa di iniziare e, tanto meno, di metter fine ad un sistema comodo e
i) Sa quest'opera ved. A* Luzio, Profili biografici e bassetti storici, Milano 1927, voi. II, pp. 499304; A. MONTI, La fine di una cronistoria durata quarantatre anni. Verità agrodolci a due amici* Milano 1941-XIX.
2) Ved. A. TOSTI, Le grandi raccolte di documenti diplomatici, in Bollettino deli" Ufficio storico* 1929, fase. si