Rassegna storica del Risorgimento
STORIOGRAFIA
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1941
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258
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258 Alberto M. Ghisalberti
andassero a terminare in fondi diversi dal primitivo. 0 E nemmeno bisogna creder senz'altro che una lettera pubblicata conte inedita da qualche editore non abbia mai visto la luce prima d'allora e che questo ci dispensi da qualsiasi ulteriore ricerca. Qualche esempio gioverà a far comprendere meglio la cosa. Nell'agosto 1923 il generale Carlo Pagani pubblicava nella Nuova Antologia una lettera dichiarata inedita di Vittorio Emanuele II al senatore Giuseppe Pasolini. Ma fin dal 1910 Alessandro Luzio aveva riprodotta in facsimile e come indirizzata al conte Vimercati la stessa lettera, nei suoi Studi e bozzetti di storia letteraria e politica. Non solo, ma Isaia Ghiron nel 1878 aveva dato lo stesso mutilo facsimile nei Ricordi biografici di Vittorio Emanuele II e Alfredo Comandini la ripubblicava due volte nel 1920, esattamente considerandola rivolta al conte Ponza di San Martino, luogotenente generale del Re a Napoli. E ancora nello stesso 1920 Adolfo Colombo la ricavava dall'Archivio Ponza di San Martino per U suo breve saggio sull'epistolario del Gran Re. Per essere una lettera inedita..*
Chi, dopo aver Ietto nel terzo volume del Carteggio Cavour-Nigra la lettera del primo al secondo del 9 maggio 1860 (n. 814), passerà al quarto volume, vi troverà la stessa, mutilata degli ultimi due capoversi, in data 9 giugno (n. 896).
Anche a Giuseppe Mazzini, del resto, è capitata una simile duplicatio. Nel XXIII volume del suo -Epistolario è, infatti, riprodotta una lettera a Gerolamo Remorino una prima volta come del 22 ottobre 1850 (pp. 198-199) e una seconda come del 22 novembre (pp. 314315).
Una lettera di Damele Manin alla moglie del 9 gennaio 1846, al n. 195 del volume Daniele Manin intimo è identica a quella n. 146 di tre anni prima. 2) E vicende simili sono capitate a Carlo Alberto, a Federico Campanella, a Giovanni Lanza.
Ma poiché è ingiusto cercare il fuscello nell'occhio del compagno di sventura fingendo di dimenticale ... la trave personale, ricordiamo anche quello che ci è toccato direttamente. Quella deplorevole smania del meglio che s'annida in ogni ben fatto cuore di studioso di storia abbiamo scritto altra volta ci ha spinti tempo addietro a scartabellare, non senza gentile aiuto altrui, vecchie riviste alla scoperta di altri documenti intorno a Felice Orsini. E non fu senza meraviglia evia, confessiamolo senza qualche segreto piacere che ci accorgemmo come la lettera a Nicola Fahrizi del 14 novembre 1847, già apparsa Bulla Rivista di Roma del 23-29 maggio 1901 e da noi pubblicata, dopo regolare riscontro sull'autografo in possesso del dott. Pianca stelli* a p. 41 delle nostre Lettere di Felice Orsini, fosse stata riprodotta anteriormente, con la data erronea del 18 novembre, nella stessa Rivista di Roma (a. Ili, f. 20, p. 480) il 14 maggio 1899... Non, forse, la meraviglia, ma certo il segreto piacere ancora durava quando i nostri mortali occhi scorsero sempre in quella benedetta rivista, ricomparire con la stessa falsa data nel numero del 6 dicembre 1903 (a. VII, fase. 36, pp. 2299 2304) in un articolo che la garantiva inedita .... Ma qui, ahimè, finì la nostra gioia. Infatti, se Vincenzo Bucci {Felice Orsini: con 5 lettere inedite ed un facsimile) vantava a torto come una primizia la scoperta di quella pubblicatissima epistola, aveva quasi ragione di presentarsi come primo scopritore delle altre. Bisogna pertanto ammettere che la lettera al Fabrizi del 29 novembre 1847, data come inedita a p. 43 delle Lettere di Felice Orsini, inedita non è perchè l'ha pubblicata trentatrc anni prima il Bucai,
X) Sulla fine di molti carteggi e documenti ved. Archivio storico del Risorgimento umbro, a. I (1905), pp. 3-5.
2) A. M, GHISALBERTI, Una lettera non inedita di Felice Orsini, In Camicia Rossa, a. XV (1939), fase. I.