Rassegna storica del Risorgimento

STORIOGRAFIA
anno <1941>   pagina <259>
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Introduzione (alla buona) al Risorgimento 259
E cod pure quella del 30 dicembre 1853, che noi stampammo nella Rassegna Storica del Risorgimento (a. XX, 1933, fase. 3, pp. 646-645), essendoci stata segnalata come medita dal Museo del Risorgimento di Milano, e poi riproducemmo a p. 144 del volume più volte citato. E qui ci sia concesso, a far meglio vedere che razza di guai nascano quando un autore si mette d'impegno a rivedere le bucce a se stesso, che questa stessa lettera era stata pubblicata, prima ancora che dal Bucci, nel fase XXXI, p. 723, della II annata (23 ottobre 1898) della più volte nominata Rivista di Roma. Una pagina prima, nello stesso fascicolo, era comparsa l'altra missiva al Fabrizi del 2 dicembre 1847, oggi nella collezione del Piancastelli, pubblicata in parte dal Mastri nel 1909 e da noi inte­gralmente (e, sia detto a nostra lode, meglio che nella Rivista di Roma) a p. 44 delle Lettere. Ma questo senza parlare della riproduzione in facsimile fattane dal Bucci.... J)
E fossero finiti qui i dolori! Ma l'onesto adsum qui feci che pronunciammo non fu ritenuto bastevole è evidente a punirci del nostro smisurato orgoglio là dove si puote, perchè, or non è molto, prendendo in mano la seconda edizione del Fagan {Lettere ad Antonio Panizzi di uomini illustri e di amici italiani (18231870), Firenze 1882], ci siamo accorti che un'altra lettera dell'Orsini [7 febbraio 18571, da noi ricopiata come inedita [Lettere cit., pp. 218-219] di sull'autografo della collezione Piancastelli, era già stata data tra le-lettere al Panizzi [pp. 276-277], come l'altra del 27 agosto. E, come se non bastasse, l'amico Paolo Mastri ci avvertì che questa per noi anche troppo fortunata lettera era di nuovo apparsa un trentennio fa in una pubblicazione di bene­ficenza [Cinquanta anni dopo. Strenna del Pio Istituto dei rachitici in Milano, Biella 1909, pp. 218-220].2) Dopo di che, addio orgoglio!
Notevoli raccolte di fonti, insieme a pubblicazioni critiche o espositive, sono apparse anche nelle collezioni curate da varie case editrici o istituti scientifici. Prima ci si presenta la Biblioteca storica, iniziata a Torino dalla Casa editrice Roux nel 1880, nella quale hanno visto la luce più di 120 opere (Carteggio di M. Amari, Carteggio politico di M. A. Castelli, Lettere edite e inedite di C. Cavour, Lettere di F. D. Guerrazzi, il Diario privatopoliticomilitare del Persane, diversi volumi di lettere del d'Azeglio, i Ricordi di mia vita di E. Ricotti, La vita e i tempi di Giovanni Lanza, a cura di E, Taval-lfni, la Storia critica del Risorgimento italiano di C. Tivaroni ecc.). Nel 1898 vennero fuori i primi volumi della Biblioteca storica del Risorgimento italiano (RomaMilano, Soe. ed. Dante Alighieri), diretta da T. Casini e V. Fiorini, che riuscì di grande giova­mento con le sue otto sezioni (96 opere pubblicate) a dar carattere di serietà agli studi sul Risorgimento. Viene ora continuata sotto la direzione di E. Rota e C. Barbagallo, (8 voli, apparai nella nuova serie, iniziata nel 1932). 3) Nel 1907 cominciò ad apparire a Torino la Biblioteca di storia italiano-recente (1800-1850), ricca di documenti e di saggi, e d a Torino usciva già dal 1862 la Miscellanea di storia italiana, che ha pubblicato varie diecine di volumi, nei quali anche troviamo materiali per la storia del Risorgimento.
t) A. M. GHISA LBERTI. Sempre dolori ovvero: attenti agli inediti, in Competa Rossa, a. XIII (1937), fase, VI.
2) A. M. GKISAMJERTI, Una lettera non inedita ecc. cit.
s) Diamo i titoli di questa nuova serie: 1. M. R. MANFRA, Pietro Verri e i pro­blemi economici del tempo suo; 2. E. PKLIZZA-IMARANCÓNI, Piccolo mondo garibaldino; 13. Ci GIGÌIOW-STOCKEH. Una famiglia di patriota emiliani: i Giglioli di Brescello; 4. A. FERTURI, L'Italia durante la Restaurazione (1815-1849); 5. C. PISACANE, Epistolario, a ciira di A. Romano; 6. A. FfRHAJU, La soluzione unitaria del Risorgimento (1849-1871)', 7. G. LETI, Enrico Cer nasetti. La vita* lo dottrina, le opero; 8. F. LEMMI, Sui margini del Congresso di Vienna.