Rassegna storica del Risorgimento
STORIOGRAFIA
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1941
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Libri {'periodici
archi lettura dell'anima, cercante il suo volto tra senso e intelletto, tra Istinto e ragione, tra immaginazione e logica, tra la carne e lo spìrito, tra il naturale e il sovrannaturale. Se il barocco è la condizione spirituale ed espressi va di chi tra le vecchie e le nuove posizioni mentali fa prova di ingegno, sofisticando il pensiero e l'immagine, forzando linee e colori, amplificando e impreziosendo il concetto, l'antibarocco, che già affiora spesso in motivi istintivi o in alcune riflessioni degli stessi marmisti e concettisi!', è u sentire e I avvertire quella sofisticazione, il provarne disagio come di forma speciosa e A tendere a una posizione spirituale più logica e naturale. L*antiharocco è rifuggire dall'ingegnosità capziosa, che porta a forme enfatiche vecchie immaginazioni e dottrine, è liberarsi dalle immagini insolite, dal pensiero contorto o a sghimbescio, dai sillogismi sbilicati e stupefacenti; è sottrarsi alle frascherie, alle lambiccature, agli abbellimenti che si trasformano in deformità, è cercare in se stessi la sostanza per se stessa umile o modesta ed esprimerla com'è, senza ingrandimenti o r impicci oli menti o vezzeggiativi, perchè ce ornar! res ipsa negai. Perciò l'Arcadia trionfa rapidamente, con il suo invito alla tegola, al candore, alla naturalezza. È un rifugio sentimentale nell'universo a soqquadro: la ragione e la saviezza riprendono a governare gli estri dei poeti; ridanno valore al sentimento sopra il senso bruto, alla misura sopra la crassezza verbale e para-logica. Ma dapprima, per i primi due decenni, l'Arcadia è povera di poesia e i numerosi verseggiatori celano la mancanza d'ispirazione nativa con altre forme di manierismo in complesso non meno artefatto del precedènte, sebbene diverso. Il vero è che ancora non si è formato un originale sentimento lirico entro l'immensa trasformazione gnoseologica che, iniziatasi con il razionalismo nel Seicento, a poco a poco è venuta a dare allo spirito un'altra visione della vita e del mondo. Entro i nuovi modi di conoscenza la formazione di stati d'animo poetici è lenta né può essere affrettata per atti di volontà o per precetti normativi. Il contrasto tra il sentimento e la ragione, diventati i due poli spirituali della vita settecentesca, sarà colta per via interiore più tardi dal Metastasio, in cui parrà per più di mezzo secolo rispecchiarsi ogni viso dell'anima e irradiarsi da ogni parola una poesia così limpida e schietta, da smorzare quella di ogni altra età, non esclusa quella di Dante e del Petrarca. Questo brivido d'incognito dice con squisita eleganza il Calca terra per cui la fantasia si pone tra il falso e il vero come una maga, padrona delle sue creature, e pur trasognata di vederle come persone vive andar illuse dietro il sentimento o la ragione, è il segno più sfuggente e originale della sua arte, la vibrazione indefinita e arcana, che porta tuttora a noi ima nota del suo interno canto.
A C06Ì alta contemplazione artistica non giunse il Frugoni, che, senza entrare in problemi profondi di annua o di arte, risolse istintivamente i contrasti tra sentimento e ragione con l'immagine idillica di un piacere sereno, goduto senza interruzione in un'isola beata, fuor di ogni urto e di Ógni tempesta. Motivi del suo stragrande successo furono l'arte grandiloquente per le occasioni solenni e la lirica del dominatore comune a tutte le ore. Egli fece della poesia una professione, pur di poter vivere a suo genio, nell'illusione di seguire soltanto il suo estro e di prodigare ampolle per piacere altrui o vaneggiare con piacevoli giuochi in rima dietro le piccolo passioni.
Il frugonianismo (moltissimi imitatori ebbe il Frugoni che non avevano il suo ingegnaccio né la sua esperienza letteraria) fu la rettorìca di quella temperie spirituale che tutta la vita riduceva al sensismo ideologico sotto il lume della Ragione. Di conseguenza Pantifrugonianismo non fu se non un altro aspetto della lotta più ampia e profonda che lo spirito intraprese in letteratura, sul cader del Settecento, contro l'esaurimento arcadico e l'impoverimento fantastico che aveva portato seco l'ideologia. La raccomandazione insistente di ritornare alla semplicità, alia compostezza, alla misura avevano condotto le menti, quasi per trapasso logico, a ricercare in che modo avessero conseguito S bello i migliori artisti greci e romani. Un ritorno all'arte parca del Cinquecento e a quella classica dei greci e romani parve allora per molti scrittori un caposaldo di rinnovamento letterario. La dottrina che nou respingeva affatto le nuove ispirazioni, ma voleva che esse trovassero espressione in modi consoni all'arte antica o all'arte