Rassegna storica del Risorgimento
STORIOGRAFIA
anno
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1941
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pagina
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271
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Libri e periodici 271
volato arrivare, quando la rivoluzione era ormai esplosa e s'era propagata quasi dovunque in Europa), non già di sua libera elezione, ma costretto dalle circostanze più forti della sua volontà e della forza di resistenza del suo Governo.
Dopo aver fatta una minuta ed acuta esposizione degli atti e delle dichiarazioni di Pio IX, dal 1846 al 1848, notando le parole del Pontefice, intonate sempre alla più rigida tradizione romana ed ecclesiastica, lo Spcllanzon conclude il suo giudizio sopra il Governo di Pio IX, così: ...il governo di Pio IX, pur non volendo favorire in alcun modo le aspirazioni liberali e patriottiche degli Italiani, fu tuttavia debole ed esitante, cosicché si lasciò frequentemente trascinare a viva forza, là dove non avrebbe voluto pervenire: ma è d'uopo ricordare che, in quegli anni, nei quali maturò la rivoluzione italiana ed europea del quarantotto, la più gran parte dei governi furono parimenti incerti, deboli e incapaci di opporre una efficace resistenza alle agitazioni popolari, cosicché si videro regni ed imperi che parevano saldissimamente costituiti, la Prussia, l'Austria, sconvolti da un uragano che nessuno, nemmeno il principe di Mettermeli, aveva saputo prevedere così veemente e ruinoso, né tempestivamente arginare; abbattuta la Monarchia francese; tutta l'Italia, dal Mediterraneo alle Alpi, sommossa da un irresistibile tumulto di passioni e di affetti e di speranze.
Lo storico domina il panorama; vede e giudica serenamente; tanto serenamente che chiunque legge ed è consapevole della realtà delle cose, deve convenire, se non è settario, sull'obbiettività dell'esposizione, concepita e svolta ad ampio respiro, ed espressa nei termini e nella tonalità dei colori voluti.
Chi desideri vedere collocato nella sua vera luce anche Carlo Alberto, segua questa narrazione dello Spellanzon. Lo scrupolo di ritrarre l'Italo Amleto, nei suoi veri lineamenti, è stato veramente grande. Tutte le più importanti pubblicazioni, antiche e recenti, sono state debitamente sfruttate, e da ognuna è stata ricavata la parte, che serve a gettar luce di verità sopra questo infelice Sovrano, che ebbe altissimi il sentimento del dovere e l'amore al suo Piemonte ed all' Italia, per cui volle e seppe essere e morir martire, come i martiri che, dopo morte, andarono incontro al suo spirito e Io scortarono, pii, davanti a Dio. E non manca la documentazione nuova.
Anche la storia di Venezia, Modena e Parma, per l'unione al Regno sabaudo, le vittorie e le sconfitte italiane, Giuseppe Garibaldi che arriva dall'America, ad offrire il suo braccio e la sua spada per la guerra dell'Indipendenza, Custoza, l'esercito regio nei suoi rovesci, sino all'armistizio, hanno trovato, nello Spellanzon, lo storico sereno, acuto, obbiettivo, valutatore di uomini e di fatti, come può fare chi vede al di là delle apparenze, e degli avvenimenti ricerca e sa ben ridire le ragioni profonde, lontane e vicine.
L'effetto complessivo, ripetutamente provato, in leggere questa storia, è il seguente: il grande dramma volge rapido, anche se confuso e spesso tumultuoso, all'unificazione. Gli avvenimenti di Sicilia, di Napoli, di Roma, delle Romagne, del Veneto, oppresso e travagliato, della Lombardia, calpestata e fremente, del Piemonte, generoso e audace, della Liguria, di spiriti repubblicani e repubblicaneggianti. della Toscana, dotta e moderata, tutto è preparazione al grande fine: l'Indipendenza e
l'Unità.
GIOVANNI MAIOLI
LUIGI DAI. PANE, H tramonto dalle Corporazioni in Italia (secoli XVIII e XIX) (Documenti di storia e di pensiero politico. Collezione dirotta da Gioacchino Volpe, voi* 8); Milano, Istituto per gli studi di politica internazionale, 1940, 8 piccolo* pp. 354, L. 21.
Nel grande sviluppo delle industrie e dei commerci avvenuto nel Medioevo dopo 0 Mille, quando appunto all'economia curtense si sostituisce l'economia dell'artigianato il ceto di mercanti ed artigiani che ne costituiva la base sentì la necessità