Rassegna storica del Risorgimento

STORIOGRAFIA
anno <1941>   pagina <273>
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Libri e periodici 273
condizioni del ceto operaio, fu anche questa, di formo di assistenza per Je sue varie necessità: e non fu la meno importante.
A documentare il tramonto dello corporazioni in Italia, avvenuto, come abbiamo detto, nei secoli XVIII e XIX, il Dal Pane ba curato la raccolta degli atti legislativi e delle relazioni ufficiali che sanzionarono l'abolizione delle corporazioni, e degli scritti di economisti (tra i quali troviamo nomi noti: Beccaria, Pietro Verri, Vasco, ecc.) che scrissero contro le corporazioni. Ne è venuto un volume assai organico, nel quale i documenti sono scelti con ottimo criterio, e ci offrono tatto il materiale necessario per uno studio accurato sull'argomento. Il Dal Pane ba anche premesso alla scelta di documenti una chiara Introduzione, dove ha messo in evidenza il momento storico nel quale avvengono le limitazioni o le soppressioni delle corpora­zioni, e le ragioni economiche dì questi provvedimenti. Il volume è certamente degno della collezione, che ha già edito varie altre ottime ed utilissime raccolte documentarie.
PAOLO ROMANO
La Corsica nella sua italianità a cura della Rivista Mediterranea, Cagliari, fase. IX, a. XVn, L. 60.
Un gruppo di esperti conoscitori della Corsica collaborano a questo volume che è una delle opere più. degne che si siano avute sulla grande isola italica. Sono del numero ANTONIO PUTZOLU, cui si deve una presentazione del volume e l'affermazione che il dominio francese sulla Corsica non potrà esser mai un ponte di incontro e di raccordo fra le due Nazioni, bensì un'offesa perenne alla nostra sensibilità di Popolo per cui non può non porsi al primo posto fra le aspirazioni naturali nostre quella del ritorno della Corsica nel seno della Madre Patria, SILVIO VARDABASSO che trae occasione della strut­tura geologica dell1 isola per documentarne il costante, stretto, talora intimo nesso geologico con gli attigui settori della regione italica (la cui testimonianza più cospicua ritrovasi nell'esistenza del massiccio granitico sardocorso), GINO BOTTIGLIONI che occupandosi della vita dei Còrsi mostra come il carattere degli stessi non differisca da quello dei Sardi, EUGENIO PASSAMONTI che fa una accurata esposizione del trattato di Versailles del 15 maggio 1768, traendone motivo per fare la storia dell'attività diplo­matica francese nella seconda metà del sec. XVIII tutta intesa a conseguire l'annes­sione dell'isola, soffermandosi particolarmente sulla lotta diplomatica fra Choiseul e il generale Pasquale de Paoli, LUIGI CASTALDI che sviscera il problema della italianità dell' isola dal punto di vista antropologico, concludendo che la zoologia e la botanica comprovano l'unione della Corsica con la Sardegna per i tipi di distribuzione zoo e fito-geografica che han fatto accettare l'ipotesi dell'antichissima Tirrenide, la glottologia dimostra nel fondo preromano una unità linguistica tra Còrsi, Sardi e popoli tirrenici, l'antropologia, infine, che i Còrsi sono consanguinei dei Sardi e degli Italiani del Mezzo­giorno e loro si assomigliano anche per il tenore di vita e l'ambiente, CARLO AKU che dimostra come inconfutabile l'italianità delle opere d'arte della Corsica che portano le venerande impronte di Roma, Pisa e Genova che resistono al tempo in innumerevoli testimonianze di pietra, ANTON PIETRO DA SA RTENE che documenta I* italianità della letteratura còrsa da Iacopo BraceUi, cronista del Quattrocento, a Santu Casanova, vegliardo poeta dell' irredentismo corso del sec. XX, DAMIANO FILIA che accenna ai rapporti tra la Corsica e il Papato, B. BARBIELLINI AMIDEI che tratta della crisi eco­nomica còrsa e delle sue cause, SEBASTIANO DBLEDDA coi si deve una storia della Cor­ifea attraverso la cartografia tanto e preciso ed utile il suo studio sulla Corsica nulla storia della cartografia, lavoro corredato da ben 30 nitidissime tavole, ERSILIO MICHEL che rifa le dolorose pagine della storia della Corsica dopo Pontenaovo, in particolare soffermandosi sul quinquennio 1769-74 che assistette all'esodo dei patriotti còrsi dispo­sti a subire qualsiasi sacrificio pur di non cedere all'oppressore, raggiunti, in terra di