Rassegna storica del Risorgimento
STORIOGRAFIA
anno
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1941
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pagina
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274
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274 Libri e periodici
Toscana dalle loro famiglinole ohe elessero una vita di difficoltà e di miseria pur di evitare il ritorno dei loro congiunti condizionato a un atto di umiliazione, CARLO BOB-NATE cui si deve una indagine sui fasti e nefasti del governo genovese in Corsica, preferibile all'abboniinevole condotta dei subentrati reggitori francesi, PIERO PARISELLA che affronta alcuni problemi dell'economia còrsa dissestata dalla corruzione e soprattutto dal disinteresse governativo e ORESTE FERDINANDO TENCAIOLI, a suo tempo espulso dalla Corsica per le sue battagliere polemiche, che rivela in un suo preciso lavoro come la Francia sgoverni l'isola 1 cui possesso detiene per frode e violenza.
Il volume, curato dalla Rivista Mediterranea, è arricchito da documenti interessantissimi, da illustrazioni e tavole, da bibliografia accurata. Particolarmente lodevole una raccolta, in calce al denso volume, di giudizi sulla italianità della Corsica, di Mazzini, Gioberti, Alfieri, Guerrazzi, Cattaneo, Napoleone, Mussolini.
Chiude il volume il fiammeggiante discorso di PIETRO ROCCA, direttore del battagliero A Munirà pronunziato il 3 agosto 1925, sui campi stessi che videro il sacrificio dei Córsi a Pontenuovo: orazione di dolore e di speranza che chiama i morti eroi della gente còrsa e i giovani vivi della Corsica di oggi a guardare l'incalzante nuovo destino
della grande isola.
GAETANO FALZONE
ANTONIO LISSONI, Gli italiani nelle guerre napoleoniche; Roma, Casa Editrice Ulpiano, 1939-XVII, in 8o, PP. 126. L. 6.
Circa un secolo fa, Antonio Lissoni pubblicava le sue Giunte italiane a compimento della Storia di Napoleone del signor de VArdeche, con l'intento di correggere errori di quel testo, e più ancora di colmare lacune che egli, appunto traducendo dal francese la predetta Storia di Napoleone, aveva notato non senza rammarico ed offesa del suo sentire italiano. Con quelle Giunte il Lissoni si proponeva, in modo particolare, di mettere in luce le gesta eroiche degli italiani durante le campagne napoleoniche, gesta che il signor de l'Ardeche aveva troppo facilmente dimenticato a tutto vantaggio del soldato francese.
Non va dunque lesinatala lode alla Casa editrice Ulpiano che ha voluta la ristampa, in elegante veste, di quelle Giunte riproducendo anche le illustrazioni del tempo, e modificando soltanto, per evidenti ragioni di chiarezza, il titolo del libro.
Se non fosse che l'ottimo è nemico del bene, noi saremmo tentati di rammaricarci nell'osservare che in questa ristampa si è omesso qualsiasi nota dichiarativa a proposito di talune circostanze che non possono essere note facilmente ai lettori, e più ancora a proposito di personaggi fulgidi per valore, e dei quali tuttavia non si hanno notizie né in dizionari biografici e nemmeno in opere particolari. Per alcuni di essi, solo archivi locali o l'Archivio di Stato di Milano, o altre simili fonti potrebbero recare luce. E se quella luce ci fosse venuta proprio in occasione di questa ristampa, il contributo sarebbe stato ancora più pregevole.
Però come dicemmo il libro va accolto col più vivo compiacimento, anche
perchè l'appassionato e sincero racconto del Lessoni sul valore dei combattenti italiani
e un atto di giustizia oggi più che mai necessario.
PIERO ZAMA
LETIZIA VENTURINI, Luigi Corvetto alla luce di un epistolario inedito. Studi e documenti ver la storia politica e letteraria della Liguria; Genova, Degli Orfini, 1939-XVII, in 8<, pp. 257. L. 15.
Sul genovese Luigi Corvetto, che fu ministro e restauratore delle finanze francesi dal 1815 al 1818, usci undici anni or sono per i tipi del Laterza una biografia di Meuccio Ruini, allora unanimamente giudicata ottima ed esauriente, che illuminava in pieno e