Rassegna storica del Risorgimento

STORIOGRAFIA
anno <1941>   pagina <275>
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Libri e periodici 275
con rara arte la vita ed i tempi del Corvetto. Ora la prof. Letizia Venturini ha licen­ziato alle stampe una nuova biograna del Corvetto, il cui titolo ci avverte essere stata disegnata alla luce di un epistolario inedito.
Si tratta del carteggio Littardi-Sauli, conservato presso la Biblioteca civica di Imperia dove, come avverte VA. in una nota, sono state rintracciate, nel guazzabuglio delle migliaia di manoscritti, un certo numero di lettere che riguardano il Corvetto, Sono in gran parte lettere dì Tommaso Littardi (genero del Corvetto, avendone spo­sato la figlia Anna) allo zio Nicolò, vecchio amico dell'economista genovese, che allevò i numerosi figli del fratello Giobatta ucciso nel 1794.
Le lettere non hanno, a dire il vero, una grande importanza: sono per lo più di argomento familiare, quando non costituiscano un modesto commento all'opera di rin­novamento finanziario che il Corvetto veniva compiendo nella Francia della Restaura­zione, alla cui conoscenza per altro non aggiungono alcun nuovo notevole contributo,
A questo complesso di materiale inedito è assolutamente sproporzionato il disegno di una nuova biografia del Corvetto; e l'opera della Venturini o è una sbiadita e peggiorata copia di quella del Ruini, o è un approfondimento di alcuni particolari della vita familiare del Corvetto che non possono naturalmente presentare se non un interesse molto circoscritto.
Avendo cosi poco di nuovo da aggiungere alle linee già note della vita del Cor­vetto, la Venturini si è trovata naturalmente a seguire per lo più. la falsariga del Ruini, e non ha neppure potuto sottrarsi, di tanto in tanto, alla tentazione di riecheggiarne quasi le parole stesse.
Evidentemente l'A. non poteva sottrarsi al fascino di un libro come quello che suscitava l'alto elogio dell'Omodeo {Figure e passioni del Risorgimento italiano, Palermo, 1932, p. 167), soprattutto non avendo, in fondo, niente di nuovo da dire: tanto è vero che, anche se non le parole, le pagine della Venturini sono pur sempre ispi­rate a quelle del Ruini (cfr. in parti colar modo la descrizione dell'assedio di Genova, il ritratto del Massena, le pagine sul Corvetto direttore della Banca di San Giorgio).
Dal libro del Rumi esce viva e completa la figura del Corvetto; ciò che purtroppo non possiamo lodare nel presente lavoro, le cui pagine sono spesso scucite e disorga­niche, e la cui autrice non ba certamente la preparazione tecnica per intendere la gran­dezza di un uomo eh*è stato soprattutto il restauratore delle finanze francesi. Quanto maggior valore ha perciò il giudizio del Ruini sul Corvetto, giudicato un modesto ma utile benefattore della Francia, in confronto a quello eccessivamente laudativo della Venturini che fa del Corvetto niente meno che il creatore dello stato finanziario moderno!
Tutto questo per concludere che la Venturini, col modesto contributo del suo materiale inedito da lei diligentemente studiato, avrebbe dovuto avere un po' più il senso del limite; non tentare l'impresa destinata a fallire di un'altra biografia del Cor­vetto, ma curare la pubblicazione di quel materiale, con un cenno di introduzione e di spiegazione: questo sarebbe stato sommamente utile perchè sufficiente.
Il nuovo materiale ci fornisce, come ho detto, qualche particolare nuovo, non privo di una certa suggestione sentimentale, sulla vita intima delle famiglio di Luigi Corvetto, dei Littardi e degli Schiaffino, dei quali il barone Filippo sposò Maddalena, figlia di Luigi Corvetto e madre di quella Anna poi sposa al marchese Giustiniani, che fu, molti anni più tardi, l'unico vero grande amore del Conte di Cavour.
Qualche interesse storico presentano le lettere di Tommaso Littardi allo zio Nicolò ed al suocero Corvetto, scritte da Parma, che ci descrivono efficacemente il crollo deQ* Impero napoleonico nelle citta emiliane; ed una lettera dello stesso che ci dà notizia di un duello parlamentare svoltosi alla Camera dei Pari tra il Corvetto e lo Chateaubriand, di cui non si aveva notizia. Più importanti la lettera scritta all'amico Nicolò Littardi dal Corvetto che riporta la sua relazione con cui egli si rifiutava di rientrare al Consiglio di Stato a Napoleone che glielo aveva chiesto appena tornato