Rassegna storica del Risorgimento
STORIOGRAFIA
anno
<
1941
>
pagina
<
279
>
Libri e periodici 279
A. CXA.CGA.KDI, ha conquista di Tunisi. Storia diplomatica dal Congresso di Berlino al Trattato del Bardo. Presentazione di Fr. Salata; Milano, I. S. P. I., 1940, in 8, pp. XVII-369. L. 20.
La tradizione della storia diplomatica in Italia, affermatasi con Bianchi, con Carutti. con Chiala, riprende vigore dopo alcuni lustri di silenzio. Àgli studi di Silva, di Torre, di Bettanini, di Mosca, di Toscano, di Salvatorelli si aggiunge questo buon volume del Giaccardi sulla questione di Tunisi dal 1878 al 1881, condotto sulle fonti diplomatiche esistenti, e cioè i documenti diplomatici francesi, quelli tedeschi della Grosse Politile (citati nella traduzione francese) oltre quelli inglesi del libro azzurro britannico Affairs of Tunis e quelli contenuti nelle biografìe di Granville, di Gladstone, ecc. Il materiale documentario italiano, purtroppo, non è altrettanto rilevante quanto quello straniero, si limita al Chiala, al Rosi ed alla memoria di Gorrini, nella prima pubblicazione anonima fatta dal Salata, oltre l'inesauribile volume sulla politica estera di Crispi di T. Palamenghi Crispi; ma questa lacuna contribuisce a dare un certo tòno polemico a questo lavoro che, per quanto condotto con metodo storico, non manca qua e la di lasciar trapelare il momento in cui è stato concepito ed elaborato. Questo libro del Giaccardi, ad ogni modo, costituisce un'ottima prova che, per chi le sappia sfruttare, le collezioni di documenti diplomatici concernenti il periodo 1871-1914 sono una miniera inesauribile che permettono di ricostruire gli eventi storici di quel periodo addestrandosi talora anche nei particolari con una certa compiutezza.
A quali conclusioni giunge 1TA. in questo suo lavoro? Esse scendono chiaramente dalla lettura del libro e cioè che la Francia, nostra rivale, ci giuoco di abilità; che 1* Inghilterra ci sostenne debolmente sia perchè non aveva interesse a veder le due sponde del canale di Sicilia nelle mani della stessa Potenza, sia perchè già impegnata nel 1878 dallo scambio di lettere tra Waddington e Salisbury; che Bismarck, infine, giuoco con astuzia incredibile tanto V Ttalia che la Francia, riuscendo a creare un dissidio gravissimo tra loro, ch'egli sfruttò per i propri scopi di politica europea; e difatti l'Italia cadde, senza porre condizioni, nelle braccia delia Germania e dell'Austria l'anno seguente. In tutta l'opera del Giaccardi infatti giganteggia la figura del Cancelliere di Ferro il quale, come un esperto giocoliere, manovrava tra le Grandi Potenze riuscendo ad associare quelle ch'egli voleva riunire, riuscendo a tener separate quelle la cui coalizione egli temeva potesse riuscire dannosa agh* interessi tedeschi. Gli è che in quel periodo di tempo l'Italia fu il vaso di terra cotta in mezzo a quelli di ferro, di manzoniana memoria, e ne uscì quindi malconcia per un complesso di ragioni internazionali ed interne che nel volume sono state perfettamente messe in luce. Un merito dell'A. 5 quello di non avere mai perduto di vista, anzi di aver insistito nel tener sempre presente la complessa situazione diplomatica di quel periodo per inquadrarvi la questione tunisina; ed i capitoli che delineano il panorama della situazione europea non sono per nulla inferiori agli altri. Molto ben tratteggiato il quadro del flirt anglo-muso del 1880 e delle sue ripercussioni sulla situazione internazionale: episodio che il Chiala, il Fay, ecc. avevano omesso e che il Langer ed il Salvatorelli avevano appena accennato. Soltanto ci permetteremo di rilevare l'esagerazione del titolo il rovesciamento delle alleanze: definizione suggestiva ma inesatta giacché non si può evidentemente chiamare collo stesso nome quel profondo capovolgimento diplomatico avvenuto nei 1756-57 e che influenzò la storia europea sino alla rivoluzione francese e quel modesto riawirinamento transitorio anglo-rusBo, perfettamente normale in un1 Europa in cui, eccezion fatta per la recento alleanza austro-tedesca, la situazione era completamente fluida. A parte questi modesti rilievi, il libro del Giaccardi costituisce un importante contributo alla conoscenza della storia diplomatica del periodo 1870-1914 ed arricchisce di un buon volume la ricca bibliografia che per tale periodo storico giù esisfce.
FEDERICO CUBATO