Rassegna storica del Risorgimento
STORIOGRAFIA
anno
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1941
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pagina
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298
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VITA DELL'ISTITUTO
GIOVANNI gPADONT
Accasciato più dalla perdita di persone dilettissime che dal peso degli anni, il 3 novembre u. sM moriva Giovanni Spadoni, nobile e dotta figura di storico marchigiano.
Nato a Macerata il 1 dicembre 1866, laureatosi giovanissimo a Roma in giurisprudenza, trovò subito impiego nella Capitale dove con rapida e brillante carriera cesse, per molti anni, in qualità di Capodivisione, un delicato reparto dell'Istruzione Pubblica.
Vivendo in Roma, al pari di tanti altri ragguardevoli corregionali, Giovanni Spadoni rimase marchigiano di sentimenti, di opere, di studi ed al bene, al decoro ed alla illustrazione delle Marche natie dedicò tanta parte della sua bella intelligenza e della sua esemplare attività di studioso.
Valorizzatore delle glorie e delle bellezze del natio Piceno, insieme al fratello dottor Domenico, fa fra i più zelanti promotori della non ancor dimenticata e dimentiea-bile Esposizione Marchigiana di Macerata del 1905, organo della quale fu l'ottimo periodico L'Esposizione Marchigiana il di cui buon incontro fra gli studiosi suggerì ai fratelli Spadoni, 1* idea di pubblicare una rivista di meno effimera durata, la quale, col titolo di Rivista Marchigiana Illustrata, dal 1906 in poi, visse fino a tutto il 1922, diretta in principio da Giovanni Spadoni (1906-1909), poscia da Nada Peretti (1910-1922), che ne modificò, in parte, titolo e contenuto (e dal 1910 si chiamò Picenum) pur cercando di mantenere sempre quella varietà di materia e decorosità di veste che il fondatore aveva saputo darle e che, in realtà, valse a contraddistinguerla simpaticamente fra le riviste regionali consorelle.
Nei fascicoli di questa italianissima rivista Giovanni Spadoni seminò a piene mani il frutto delle sue pazienti ricerche d'archivio coli' intento, nobilissimo, di trarre dall' immeritato oblio degne e caratteristiche figure del patriottismo marchigiano, biografie scritte e riscritte da lui, talune, più volte con amorosa cura e maggiori particolarità col sussidio di documenti posteriormente rinvenuti mercè le ininterrotte ricerche e da lui infine compendiate pel Dizionario Biografico del Risorgimento Italiano a complemento de]V Enciclopedia Treccani.
Tanto zelo amoroso per P illustrazione dei protagonisti del patrio Risorgimento, con spiccata preferenza per quei personaggi che, in umiltà, meglio avevano servita la Patria senza nulla sperare ed ottenere a premio del loro sacrificio, spinsero lo Spadoni ad essere fra i primi e più autorevoli promotori della Società Nazionale per la Storia del Risorgimento Italiano del cui Comitato Romano fu, per molti anni, solerte Segretario partecipando attivamente alla vita sociale in seno al Consiglio Direttivo Nazionale ed agli annuali Congressi.
Conseguita la pensione, nel 1925, lo Spadoni si ritirò nella città natia ove gli venne affidata l'onorifica ed onerosa direzione di quella cospicua Biblioteca Comunale Mozzi Borgetti , che resse con mirabile diligenza ed esemplare attività fino alla sua morte.
Col ritorno in Macerata potè lo Spadoni riprendere il sogno fallitogli quindici anni prima: la fondazione di quel Comitato Marchigiano della Società Nazionale per la Storia del Risorgimento Italiano con organo proprio (e fu il bollettino Le Marche nel Risorgimento Italiano) che, per precipua aita attività e per quella del fratello, in brevisrimo tempo, raggiunse lusinghiera floridezza per numero di soci e per opereintrap-prese o date alle stampe. Ed il XV Congresso sociale (tenuto in Macerata nel settembre del 1927) coronò degnamente gli sforzi dello Spadoni a prò dell'Associazione e dei nostri stadi, lasciando nell'animo di tutti gli intervenuti un simpatico e duraturo ricordo.