Rassegna storica del Risorgimento

STORIOGRAFIA
anno <1941>   pagina <299>
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Vita (MVIstituto
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Se dotta e svaria tu Fu la produzione storico-letteraria dello Spadoni assai più utile e preziosa per gli studiosi fu la sua instancabile e fortunata operosità di bibliofilo, di ricercatore e conservatore di fondi archivistici solvati da certa dispersione o rovina mercè il suo zelo e provvidenziale intervento. Basti qui accennare che (nei tre lustri di dirigenza della Biblioteca maceratese) la MozziBorgctti che pur era già ricca di prezioso materiale archivistico e bibliograficoper acquisti, donazioni, depositi impor­tanti dello Stato e di privati, vide quasi raddoppiato il numero dei volumi, dei mano­scritti, delle collezioni particolari, sicché, ora, per incunabuli, carteggi, autografi di pregio, edizioni rare, essa è, indubbiamente, la prima biblioteca della regione occupando degnissimo posto fra le maggiori del regno: né qui deve tacersi che, a queste donazioni, anche egli largamente e liberalmente contribuì.
L'attività letteraria dello Spadoni ebbe, negli inizi, carattere prevalentemente artisticoletterario, per poi piegare, decisivamente e definitivamente, verso lo studio del Risorgimento in bella ed amorosa conformità di opere, di metodo e d'intenti con l'attività spiegata dal fratello Domenico di cui Giovanni fu ognora ammiratore devoto e cooperatore utile ed affettuoso. E non del fratello soltanto. Tanto grande era l'amore che egli nutriva per le Marche e per i patri studi, che si mostrava, ed era, largo d'appoggio, di consiglio e d'aiuto verso chiunque s'accingesse ad illustrare qualsiasi aspetto di quella storiografia regionale o nazionale di cui egli era ammiratore e maestro.
Amico degli artisti e degli studiosi, facile alla lode e all'incoraggiamento dei giovani, pochi eguaglieranno Giovanni Spadoni nella semplicità di vita, schiettezza dei modi, tenace cordialità dell'amicizia liberalmente concessa e fermamente mantenuta, nella sistematica avversione ad ogni piaggeria, nell'adaznantinità del carattere e della fede professata, neh" intemerato patriottismo, nell'affetto profondo per la famiglia e la città natale a cui accrebbe lustro con opere durature e disinteressate.
Per questo, quanti lo conobbero, l'amarono e ne serberanno imperitura e dolce memoria.
Facciamo qui seguire la bibliografia essenziale del compianto studioso:
1. - Il contributo delle Marche alla Letteratura Italiana nel periodo delle orìgini (saggio
storico), Roma, Tip. Coop. Soc, 1907.
2. Gli Artisti Marchigiani in Roma dal sec, XIII al XVII: appunti e ricordi (Nozze
BiagettiAcciaresi), Roma, Cromo Tip. Moderna, 1908.
3. Dante e Raffaello* Roma, Calzone, 1921.
4. L'Architetto Salvatore Innocenti e lo sferisterio di Macerata, Ivi, Unione Tipo­
grafica Operaia, 1932.
5. Cenni storici della città di Macerata dalle origini al 1918, in Macerata e la sua
Università, Macerata, Bianchini, 1933.
6. La Biblioteca Comunale Mozzù-Borgctti di Macerata, Relazione storico-biblio­
grafica nei 150 anniversario della sua inaugurazione, Ivi, Unione Tipografica Operaia, 1937.
7. I martiri marchigiani del forte di Civita Castellana, in Archivio Marchigiano del
Risorgimento, anno 1, fase. 1, Senigallia, 1906.
8. Un amore filosofico >> nelle Marche durante il Regno Napoleonico in: Rivista
Marchigiana Illustrata, anno 1908 (mi, 1012).
9. Figure, documenti e curiosità della Storia del Risorgimento, Ivi, anno 1909, n. 4.
10. L* usurpazione delle Marche secondo il giornale ufficiale pontificio del 1860, in
Per il V cinquantenario della liberazione dello Marche, Roma, 1910.
11. La città e provincia di Macerata dalla primavera al novembre 1860, Ivi, e seconda
edizione molto accresciuta, Macerata, Colcerasa, 1910.
12. Le cantoni patriottiche del Leopardi e il discorso di un Carbonaro Marchigiano del
1817, io Le Marche nel Risorgimento Italiano, Macerata, gennaio 1927.