Rassegna storica del Risorgimento

1843-1844 ; DIPLOMAZIA ; FRANCIA ; TUNISI
anno <1941>   pagina <308>
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308 Eugenio Passamonti
ne1 progetti del 14 settembre. Il De Lagau fece osservare al Peloso che una simile concessione equivaleva a rendere nulla la sostanza della cir­colare e poneva il capo dello Stato tunisino nella condizione, o di creare uno stato di privilegio a' sardi di fronte agli altri europei, o di ritirare quanto aveva pubblicato. Gli chiese che limitasse le sue pretese alle quan-tità di grano che esistevano ne' magazzini prima dell'11 settembre: si sa­rebbero potute ottenere inseguito, da Sua Altezza, maggiori agevolazioni quando la si fosse convinta che si obbediva a' suoi ordini. Il Peloso perse il controllo di sé e dichiarò al De Lagau che egli era stanco delle vaghe promesse che gli erano state fatte: egli voleva risultati concreti e quali essi dovessero essere, l'aveva esplicitamente espresso. In quel momento, più che Con lo stesso Ahmed pascià, e Ben Ayed, cui dovevasi pur in massima parte sia lo stato di cose attuale, sia la reticenza del Reggente, era, il Peloso, adirato con il De Lagau, cui attribuiva la intransigenza, entro la quale erasi irrigidito il Principe tunisino. Ed al La Margherita, rendendo conto del proprio operato, scriveva:
Se poco ho sempre sperato dalla intervenzione di M. de Lagau, uomo segretamente venduto al Bey, accusa portatagli dalla pubblica opinione, dacché si trova in Tunisia, finii ora per convincermi che non cercava altro che indurmi a cedere bonariamente sopra parole e non fatti, e mettermi in tal guisa nella di lui posizione equivoca presso il Bey, ma colla diversità, che, attesa la nazione che rappresenta, trovandosi alle strette e parlando forte, potrà ottenere ciò che per noi si sarebbe voluto.1)
La questione veniva, così, assumendo un nuovo impensato aspetto : non era più una vertenza politico-economica, limitata fra il Bey ed il Console sardo, ma una lotta di prestigio fra il Piemonte e la Francia. Non potevasi-concedere dal Peloso che il De Lagau, intromessovisi, per invito di Ahmed pascià, desideroso di non accrescere le difficoltà della Reggenza, avesse a poco a poco assunto la funzione di arbitro, e di arbitro interessato a diminuire il peso degli Stati Sardi nella Tunisia ed accre­scere il proprio e quello della monarchia orleanista. Partendo da questo punto di vista, il Peloso decise di attuare quello che aveva più volte dichiarato nelle note scritte e nelle comunicazioni orali. E, raccolti nel consolato i sudditi sardi, espose loro lo svolgimento delle trattative, l'esito che avevano avuto e la necessità, in cui egli erasi venuto a trovare, dì rompere le relazioni con il Bardo. Chiese loro che pensassero di fare, aggiungendo che, fino a quando. gli fosse stato possibile, ne avrebbe tutelato gli interessi che, da un simile stato di cose, non potevano non
0 A. S. T. Consolati Nazionali, Tunisi, vài IV, loc cit il Peloso al La Margherita, 16 settembre 1843.