Rassegna storica del Risorgimento
1843-1844 ; DIPLOMAZIA ; FRANCIA ; TUNISI
anno
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1941
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309
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La vertenza franco-sarda per Tunisi (1843-1844) .309
essere compromessi. Ed ebbe la consolazione di udire che, mentre approvavano quanto egli aveva fatto, si affermavano decisi a sopportare qualunque conseguenza poteva derivare da un conflitto, che si fondava sul rispetto dovuto all'onore nazionale. *)
L'atto era bello, dal punto di vista sentimentale, ma poteva essere causa di maggiori ed impensate complicazioni internazionali. Il Peloso aveva agito, non solo come individuo, ma come rappresentante del proprio Governo. Il quale o poteva sconfessarlo o appoggiarlo fino in fondo: nell'imo e nell'altro caso, gli Stati Sardi si sarebbero trovati in dimoile situazione. E, d'altra parte, il Console non aveva ricevuto, fino a quel momento, precise istruzioni, e quelle che gli erano pervenute, sopra la sua attività precedente, erano state tali da suggerirgli una illuminata, per quanto decorosa, prudenza piuttosto che un'ardita baldanza. Nel render conto del suo operato, il Peloso intuì la necessità di prospettare lo stato delle cose in modo, che il La Margherita si convincesse che altra via di uscita non era possibile fuori di quella seguita. E ben conoscendo l'animo del suo Ministro, che non tollerava la più piccola menomazione alla dignità del Piemonte in qualsiasi parte della terra e, specialmente, da parte della Francia, dopo avere rappresentato le attività del De Lagau, concludeva:
La posizione dunque del console di S. M. non pnò essere né più equivoca, né più critica, né più difficile in questo paese: le cose sono ormai portate all'estremo: ed è d'uopo o chinarla fronte e sottoporsi alla umiliazione capricciosa di un Bey che ognor più imbaldanzisce o coglier l'occasione la più santa, la più giusta in faccia al mondo intero per mettere alla ragione un capo barbaro e fargli conoscere, una volta, che non si manca impunemente alla Real Casa di Savoia.2)
Le istruzioni e le critiche non tardarono ad arrivare. Nel frattempo il Peloso, presentendo che il suo operato non avrebbe incontrato il regio consenso né l'approvazione del La Margherita, per avere oltrepassato i limiti della sua competenza, inviò replicati dispacci a Torino per convincere le superiori autorità che non era stata possibile un'altra condotta. H 3 settembre 1843, insisteva sulla infondatezza delle ragioni apportate da Ahmed pascià per proibire la esportazione dei grani e colpire cosi gravemente il commercio sardo. Di giorno in giorno si confermava sempre più abbondante il raccolto e, per convincersene, bastava recarsi a Bugia, dove esistevano fortissime partite di cereali vendute a
') A, S. T., Consolati Nazionale Tunisi, voi. IV, loc. ciL, il Peloso al La Margherita, 16 settembre 1843.
2} ji, S. T., Consolati Nazionali? Tunisi, voi. TV, loc. cit., il Peloso al La Margherita, 16 settembre 1843.