Rassegna storica del Risorgimento

1843-1844 ; DIPLOMAZIA ; FRANCIA ; TUNISI
anno <1941>   pagina <312>
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Eugenio Passamonti
sarda di attendere ventiquattr'ore, per indurre il Reggente a migliori propositi.1J E, che in siffatto contegno il Principe tunisino, oltre alla caratteristica sua mentalità, alla quale, fin dai primi giorni di regno, aveva improntato tutte le sue azioni, di imporre, cioè, la volontà propria e non subire quella delle grandi potenze, 9 fosse sostenuto dal De Lagau, profondo conoscitore dell'animo di Alimed pascià.3' si convinse il Peloso. Il quale, scrivendone al La Margherita il 18 ottobre, a conclusione del rapporto, sull'ultimo aspro colloquio con il Bey, affermava:
L'influenza funesta del console di Francia in quest'affare è disgraziatanieutu potente. S. A. non emise che le osservazioni che il predetto Console mi aveva fatte nelle diverse volte che meco trattò a questo riguardo. L'allievo console interprete, Sig. De la Porte, instrumento necessario per la lingua degli intrighi tra il Console e il Bey, spesse volte si espresse in pubblico in modo non troppo conveniente e tendente a far credere che S. A. nulla avrebbe concesso per la Sardegna e che questo governo non aveva ragione per considerare rotti i trattati.4)
Il La Margherita, avesse o non avesse approvato, se non la condotta del Peloso durante la vertenza con il Bey, la sua precipitazione, quando conobbe la risposta, che Ahmed aveva datto allo Scafiiero, ed il rifiuto di accondiscendere alle proposte del Governo sardo, comprese che la ver­tenza oltrepassava i limiti di una questione tra il Reggente ed il Console sabaudo e che non si poteva procrastinare una decisione, comportante il rispetto dei trattati e la dignità del Piemonte. H 19 novembre 1843 or­dinò al Peloso di domandare una udienza al Bey e di presentargli, in ter­mini perentori, i desiderata del suo Sovrano; se non avesse ottenuto sod­disfazione, si sarebbe dovuto imbarcare lasciando il disbrigo degli affari a un incaricato, fino a quando il potere centrale avesse deciso il. da farsi.
Il 25 novembre il Console sardo, per il Raffo, notificò al Reggente, in italiano ed in arabo, la seguente dichiarazione :
S. M.. il Re, mio angusto Signore, mi ordina di far conoscere a V. A. che, avendo in­teso i motivi che hanno resa necessaria la proibizione della sortita dei grani dalla Reg­genza e l'offerta fatta da V. A. di rilasciare le tisquere per la esportazione dei grani, che i R.iSudditi hanno in magazzeno, consente d'accettare questa proposizione. Ma,siccome è manifesta la violazione del trattato e che, per tratto solo di condiscendenza, e per que­sta volta gol tanto, intende S; M. il deferire ai bisogni della Reggenza, si contenta che
1) A. S. T., Consolati Nazionali, Tunisi, voi. IV, loc. cit., il Peloso al La Margherita, 18 ottobre 1843. Sull'attività diplomatica del Raffo per tutelare la indipendenza tunisina dalla Francia, dalla Torchia, dall'Inghilterra cfr. SEBKÈS J., La Politique turque ecc., pp 139, 140, 144 segg,, passim.
2) SERKÈS J., op. cit., pp. 220.
3) SEHBÈS J., op. eli. , pp, 220 segg.
*) A. S. T., Consolali Nazionali, Tunisi, voh IV, loc. cit., il Peloso al La Margherita, 18 ottobre 184-3.