Rassegna storica del Risorgimento

1843-1844 ; DIPLOMAZIA ; FRANCIA ; TUNISI
anno <1941>   pagina <313>
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Lo vertenza franco-sarda per Tunisi (1843-1844) 313
la chiesta in.dennizzazionc.sia limitata al rilascio di altre tisquere, per una quantità di grano, che stabilirà V.A. medesima, poiché confida nella di lei equità e giustizia. Debbo altresì far sentire a V.A. in nome di S.M.,il mio augusto Sovrano, che, accettando Egli l'offerta fatta da V. A. e limitandosi alla domanda or ora espressa di altre tisquere, cioè per una quantità di grano che V. A. crederà conveniente d'accordare, egli è perchè S. M. è mossa da sentimenti di riguardo e di benevolenza verso V. A. e considerazione per le circostanze difficili, in cui si trova V. A., attesa la carestia di grano, in quest'anno, nella Reggenza. Ma, se in avvenire eguale infrazione venisse fatta al Trattato, S. M. avverte fin d'ora V. A. che prenderà allora le misure che crederà convenienti al suo servizio ed all'interesse dello Stato, senza farle precedere da veruna circostanza od avviso, intendendo che la presente dichiarazione basti ora, per allora, e sia una volta per sempre, affinchè sia penetrata Y. A. della importanza che d'ora innanzi adempito sia il disposto dei trattati1)
Il Peloso, desiderando di conciliare le due parti e operando con tanta maggiore cautela quanto minore era stata in passato la sua circo­spezione, aveva modificato, nella Dichiarazione, gli ordini ricevuti dà Torino, rimettendo alla volontà del Bey il fissare la quantità del grano, da esportarsi, mentre il La Margherita l'aveva stabilita nella misura di 6000 caffis, sì come era risultato dai computi fatti precedentemente dai commercianti liguri. Ma il Bey, punto sul vivo dalla replicata accusa, di avere arbitrariamente violati i trattati, non cede e nulla concesse più di quello che aveva dichiarato nella precedente udienza. Era un momento di risvegliato nazionalismo in Ahmed bey che, come tutti i deboli, alzava, di tanto in tanto, la voce presso i consoli delle grandi potenze per far loro sentire che non potevano di lui disporre come avrebbero creduto. Fuochi di paglia; ma tali da causare non lievi complicazioni interna­zionali nel difficile mondo diplomatico del Bardo. Proprio in quel volger di tempo Ahmed bey aveva sospeso le trattative con il Governo francese per la delimitazione dei confini coli'Algeria: chi diceva, per colpa delle autorità tunisine, chi, per intolleranza del Comando militare di Algeri. Ma di questo si facevano forti gli ambienti del Bardo per far sentire a destra ed a sinistra che il Principe Reggente non avrebbe tollerato che dal Piemonte si fosse fatta menomazione alcuna alla sua dignità. 2) Al Peloso quindi non rimase che alzarsi e dichiarare che, in seguito al costante rifiuto ricevuto, altro non gli rimaneva se non obbedire agli ordini trasmessigli, imbarcandosi sulla nave da guerra ancorata alla Goletta.
Ahmed non credette, da prima, che si fosse giunti alla rottura ufficiale delle relazioni diplomatiche con il Governo sardo. Anche se sobillato dagli
1) A. S. T., Consolari Nazionali, Tunisi, voi. IV, loc. eie, il Peloso al La Margherita, il 14 gennaio 1844.
2) A. S. T., Consolari Nazionali, Tunisi* voi. IV, loc. cit., il Bensi al La Margherita, il 14 dicembre 1843.